Cattive Notizie

3 marzo 2009

Soliti e noti

Filed under: Visioni — Marco Binotto @ 10:42 pm
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i_soliti_ignotiRischiamo di diventare ripetitivi, lo so.

Dobbiamo tornare a ricordare l’Articolo 8, “Tutela della dignità della persona” del “Codice deontologico relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica“:

2. Salvo rilevanti motivi di interesse pubblico o comprovati fini di giustizia e di polizia, il giornalista non riprende né produce immagini e foto di persone in stato di detenzione senza il consenso dell’interessato.

3. Le persone non possono essere presentate con ferri o manette ai polsi, salvo che ciò sia necessario per segnalare abusi.

Ieri. Tutte le testate hanno gioito alla notizia della cattura dei due colpevoli del cosiddetto “stupro della Caffarella” (credo quasi nessuna abbia usato il condizionale per definine la colpevolezza, ma bisognerà controllare). La notizia era accompagnata in modo quasi completo dalle solite foto segnaletiche, sostituite, appena sono state disponibili, dalle panoramiche in piano americano dei due accompagnati in manette dal personale delle forze dell’ordine.

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25 luglio 2008

Caz…rola! Il pregiudizio!

Filed under: Appunti,Visioni — Marco Bruno @ 12:45 am
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Il mio amico Kenny aveva un pregiudizio.

Pensava che, nel panorama di generale noncuranza (o peggio) dei tg quando trattano immigrati e minoranze, il tg3 fosse “il meno peggio”. E che in fondo certe cose dal tg2 potevi aspettartele (“lì ci sono i leghisti!” gli diceva sempre Cartman).

Poi, l’altro giorno, il mio amico Kenny ha visto a poche ore di distanza due servizi interessanti.

Tg3 delle 23.30 (21 luglio), servizio da Napoli sulla scomparsa (more…)

18 giugno 2008

Aiuto! son tornati i vucumprà

Filed under: Appunti,Immigrazione e asilo,Visioni — Marco Bruno @ 7:00 pm
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Nel continuo scivolamento all’indietro si ritorna, come se niente fosse, indietro di vent’anni se non di più. In questi giorni, e colpisce che non si scorga punta di ironia nella frase dei giornalisti, si è ritornato (l’ho visto sia nei tg mediaset che al tg2) ad usare il termine vucumprà per indicare gli ambulanti che a Venezia sono sotto tiro (nell’eterna lotta sul fronte che vede contrapposto il Bene – Gucci “vero” – e il Male – Gucci “tarocco” – che poi è uguale… ma questa è un’altra storia…).

Lo scivolamento assume i contorni della caduta nel precipizio se si riesumano termini di un razzismo sconcertante: c’è la storpiatura dei modi di dire, la presa in giro delle difficoltà linguistiche, il paternalismo, etc…

È forse il caso di consolarsi pensando a un tempo, i primi anni ottanta appunto, in cui il contatto con l’Altro era sporadico, certo un po’ paternalistico ma in fondo ingenuo? Secondo me no, tanto più che il revival degli anni ottanta ha già stufato nella musica, figuriamoci quando si tratta di persone…

p.s. sul tema ovvio piccolo consiglio di lettura: Faso, Lessico del razzismo democratico, DeriveApprodi. E pensare che leggendolo ogni tanto mi veniva in mente che alcune cose fossero davvero superate… A breve una piccola recensione di questo testo sul blog(?)

13 febbraio 2008

Senza parole

Filed under: Casi di studio,Immigrazione e asilo — Marco Binotto @ 10:56 pm
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Ci vorrebbe la Gialappa’s per commentare in modo adeguato il modo in cui un tic dell’informazione si ripropone nel tempo.

Già in una ricerca precedente evidenziavamo come

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