Cattive Notizie

11 aprile 2009

Punti di vista romani

http://devlin.co.za/web

E’ ormai evidente. Anzi no.

Già nel 1922 Walter Lippmann nel suo celebre saggio sull’Opinione pubblica notava come il sistema dell’informazione costituisce un “pseudo-ambiente“, una seconda natura ormai inavvertita o inavvertibile. Un dato confermato fino ad oggi dal risultato di numerose ricerche. Come nel sogno ad occhi aperti di The Matrix è impossibile distinguere la presenza di questo ambiente fino a quando una qualche anomalia non gli contrappone un contro-ambiente che gli permetta di vedere una qualche possibile realtà oltre lo specchio.

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Il biondo, il pugile e il monco

Filed under: Casi di studio — Marco Binotto @ 12:03 am
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dynamic_trioQualcuno di voi ricorda la prima serie televisiva ispirata dalla fumetto Batman?

E’ diventata una serie di culto. Non so bene il motivo. Credo per quel sapore naïve della loro fattura, per quel modo artificioso di riportare lo spirito del cartoon con delle immagini onomatopeiche nel momento delle scazzottate con cui i nostri eroi sgomivanano i cattivi, anch’essi un po’ cialtroneschi e ingenui nella rappresentazione.

A me divertivano molto. Ora possiamo dirlo, vedendo riproposta oggi dall’informazione una modalità di rappresentare la cronaca un fondo di divertimento rimane, con un gusto po’ nero forse.

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31 marzo 2009

Chiodi pericolosi

dnews-dettaglioDagli errori si impara.

Almeno così dovrebbe essere. E che sullo “stupro della Caffarella“, l’informazione italiana abbia preso una cantonata è ormai sancito dalla puntata a Porta a Porta dedicata di Vespa al “risarcimento”. Eppure quest’ultimo infortunio non pare aver sortito nessun cambiamento in alcune cattive abitudini. Anzi pare che queste si perpetuino indisturbate. Non sto parlando di altri casi o situazioni, ma di quella stessa vicenda, per gli stessi due accusati e incarcerati da innocenti.

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3 marzo 2009

Soliti e noti

Filed under: Visioni — Marco Binotto @ 10:42 pm
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i_soliti_ignotiRischiamo di diventare ripetitivi, lo so.

Dobbiamo tornare a ricordare l’Articolo 8, “Tutela della dignità della persona” del “Codice deontologico relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica“:

2. Salvo rilevanti motivi di interesse pubblico o comprovati fini di giustizia e di polizia, il giornalista non riprende né produce immagini e foto di persone in stato di detenzione senza il consenso dell’interessato.

3. Le persone non possono essere presentate con ferri o manette ai polsi, salvo che ciò sia necessario per segnalare abusi.

Ieri. Tutte le testate hanno gioito alla notizia della cattura dei due colpevoli del cosiddetto “stupro della Caffarella” (credo quasi nessuna abbia usato il condizionale per definine la colpevolezza, ma bisognerà controllare). La notizia era accompagnata in modo quasi completo dalle solite foto segnaletiche, sostituite, appena sono state disponibili, dalle panoramiche in piano americano dei due accompagnati in manette dal personale delle forze dell’ordine.

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24 febbraio 2009

I soliti colpevoli

Filed under: Visioni — Marco Binotto @ 11:12 am
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Domenica 22 febbraio 2009 il quotidiano romano Il Tempo così titolava a pagina 2.

Ucciso e messo in valigia

Romeni ancora colpevoli

Ammazzato con una martellata sulla fronte, rapinato di quello che aveva in tasca e messo in valigia come un pacco. Per un debito di condominio di 400 euro. A Roma terrore e morte tornano a far rima con “romeni”.

Sto cercando la pagina del giornale cartaceo, per ora abbiamo la pagina web. Ecco le prove:

rumeni-colpevoli-web2Senza parole.

23 dicembre 2008

Questione di immagine

Filed under: Visioni — Marco Binotto @ 10:51 pm
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2005-invisible-womanChe forza le immagini.
Le telecamere di sorveglianza piazzate in luoghi pubblici e private sono molto importanti per la sicurezza collettiva. A quanto sembra sono altrettanto rilevanti per il confezionamento dei servizi televisivi.
Martedì 9 dicembre il TG5 delle 13 ne ha dato un’emblematica dimostrazione.

Un blocco di due servizi intitolato “Rapinatori e bulli incastrati dai video. Inchiodati dalle telecamere ladri e bulli” evidenzia l’importanza della disponibilità di immagini come  valore notizia per la scelta delle notizie da mostrare.

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14 giugno 2008

Sono un milione. Ma in un attimo si “dileguano”

Filed under: Visioni — Marco Bruno @ 11:42 am
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Tg5 delle 20, 13 giugno: la “solita perfettina” Parodi lancia il servizio su come hanno vissuto i rumeni che vivono in Italia il match appena concluso Italia-Romania, valido per gli Europei 2008.

Il giornalista in collegamento da Sacrofano (Roma) – “perchè qui ce ne sono molti”, probabilmente era vicino casa sua… – riesce in meno di un minuto a dire, nell’ordine:

  1. i rumeni che vivono in Italia, bla bla, sono 1 milione (!!!)
  2. appena hanno visto le telecamere “si sono dileguati” (in evidente contrasto col solito esagitato che alle sue spalle starà certamente chiedendo a casa via telefonino: “come vengo” in tv?); evidente, avranno qualcosa da nascondere

E per fortuna che il servizio che aveva preparato non parte… Ne parte un altro e la Parodi al ritorno in studio fa finta di niente e “andiamo avanti col tg”.

19 maggio 2008

Che aria tira?

I mass media fanno opinione. Così si dice.

O almeno la seguono. La interpretando, esprimono quello che si definisce l’opinione pubblica.

In alcuni casi questa funzione sociale appare letterale: nell’ultima settimana in modo sempre più evidente.

Non solo i mezzi di informazione stanno (co)decidendo l’agenda della prima settimana del nuovo governo. Scegliendo il tema da trattare per primo, il linguaggio da usare, i protagonisti, persino la posta in gioco. Ma subito valutano anche il risultato. Ovviamente valutata dalla “soddisfazione” della pubblica opinione. Inutile precisare: misurato attraverso sondaggi.

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15 maggio 2008

Il ritorno dei ROM

Filed under: Casi di studio,Visioni — Marco Binotto @ 11:16 am
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Di nuovo.

Son tornati.

Ancora. L’emergenza questa volta non proviene (del tutto) dalle pagine di Cronaca. Non ne ha più bisogno.

A quanto pare è entrato nello stretto novero delle tematizzazioni del giornalismo italiano. Un tema ciclico che si ripresenta periodicamente. In questo caso i “pretesti” appaiono provenire più dal piano politico che da quello criminale. E’ l’inaugurazione del nuovo governo ha rendere centrale nell’agenda politica una questione già al centro del programma e dell’agenda elettorale delle due principali coalizioni, e quindi di quella vincitrice.

La sequenza appare allora consueta:

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