Cattive Notizie

20 marzo 2014

Black Mirror. L’immigrazione e il malocchio dell’informazione

Filed under: Pubblicazioni — Marco Binotto @ 10:15 am
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fuoridallemergenza_copertinaE’ uscito un numero monografico della rivista “ComunicazionePuntoDoc” dedicato al tema “Fuori dall’emergenza. Immagini delle migrazioni nel racconto dei media” e curato da  Marco Binotto, Marco Bruno e Valeria Lai.

Scarica l‘indice del numero con l’abstract di tutti gli articoli.

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9 maggio 2013

Gigantografie in nero

Filed under: Pubblicazioni,Ricerche — Marco Binotto @ 11:07 am
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Copertina monoblocco v6.0 6x9 solo frontE’ uscito il volume, curato da Marco BinottoMarco Bruno e Valeria LaiGigantografie in nero. Ricerca su sicurezza, immigrazione e asilo nei media italiani, Lulu Press, Raleigh (North Carolina), 2012 (ISBN: 9781471696978) che raccoglie la sintesi già diffusa insieme al rapporto finale della Ricerca Nazionale su immigrazione e asilo nei media italiani  condotta nel 2008 dal nostro gruppo di ricerca.

Acquistare – scaricare

Si può acquistare nella versione cartacea presso il sito web dell’editore e, appena possibile, presso i siti di Amazon. Oppure è possibile scaricare la versione PDF da queste piattaforme di file sharing:

Quarta di copertina

La gigantografia è un processo fotografico, l’alterazione delle forme e delle dimensioni di una stessa rappresentazione per evidenziarla, per enfatizzarne un aspetto. È quanto avviene all’immagine dell’immigrazione: è un fenomeno in perenne movimento, eppure è per larga parte rappresentato da una fotografia, un fotogramma immobile ormai da trent’anni. I media sembrano accontentarsi di questa immagine statica e apparentemente immutabile scegliendo un particolare, un aspetto da ingrandire e esaltare. È l’aspetto nero, tenebroso, presente in ogni fenomeno umano, quello problematico, legato spesso al linguaggio del delitto, alle emozioni del dolore, alle paure dell’invasione e del degrado. Una gigantografia, quella dell’immigrazione e della presenza straniera in Italia, appiattita sulla dimensione dell’emergenza, della sicurezza e di una visione “naturalmente” problematica del fenomeno.

Questa in estrema sintesi è una delle maggiori evidenze emerse dalla “Ricerca nazionale su immigrazione e asilo nei media italiani” qui pubblicata nella sua versione integrale (insieme ad una sua sintesi già diffusa nel dicembre del 2009). Si è ritenuto utile pubblicare l’intero rapporto di ricerca al fine di contribuire al dibattito scientifico e al più ampio confronto con le ricerche sul tema, mettendo così a disposizione un quadro più completo dei dati raccolti nell’ambito di ricerche sviluppate sulle tematiche del rapporto tra minoranze e sistema mediale dal Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza Università di Roma. Un interesse che continua dal 2004, anno di pubblicazione del primo sistematico lavoro su questi temi in FuoriLuogo L’immigrazione nei media italiani, fino alle attuali attività di monitoraggio e riflessione scientifica che ruotano intorno alle iniziative per la “Carta di Roma”, il Protocollo deontologico concernente richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti.

Premessa

In queste pagine pubblichiamo il rapporto completo della Ricerca Nazionale su immigrazione e asilo nei media italiani realizzato dall’équipe di ricerca del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza Università di Roma. L’indagine, condotta sulle principali testate di informazione italiane nei primi sei mesi del 2008, è stata finanziata dall’allora Ministero della solidarietà sociale.

La sintesi di questi risultati (ricompresa nel presente volume nell’Apertura) è stata presentata il 18 dicembre 2009 presso la sala del Mappamondo della Camera dei Deputati e diffusa con il titolo “Ricerca Nazionale su immigrazione e asilo nei media italiani – Sintesi del rapporto di ricerca”. Questa attività di ricerca si inserisce nel più ampio interesse del Dipartimento sulle tematiche del rapporto tra minoranze e rappresentazioni nel sistema mediale e tra le iniziative di monitoraggio e riflessione scientifica che ruotano intorno alla Carta di Roma, il Protocollo deontologico concernente richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti.

Abbiamo ritenuto utile pubblicare l’intero rapporto di ricerca al fine di contribuire al dibattito scientifico e al più ampio confronto con le ricerche sul tema, mettendo a disposizione un quadro più completo dei dati raccolti. Nei prossimi mesi verrà pubblicata un’articolata analisi di queste evidenze e degli ulteriori percorsi di ricerca sviluppati negli anni, con l’intenzione di fornire riflessioni e quadri interpretativi sul rapporto tra il giornalismo, il discorso pubblico e i mutamenti della società italiana.

Roma, 4 luglio 2012

Indice

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15 maggio 2009

Musi gialli

Filed under: Notizie — andreacerase @ 6:40 am
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Il giornalismo italiano, ogni giorno, diventa un po’ meno giornalismo e un po’ più militanza.  Ci si prepara ad un’estenuante guerra santa contro gli invasori dell”italico suolo. E ogni giorno, si moltiplicano gli ascari pronti ad arditi attacchi dietro le linee nemiche. E ne escono articoli di questo genere:

Lambertow premiato dai giapponesi. Un pezzo dedicato ad un’onoreficenza concessa dal governo giapponese a Lamberto Dini, un personaggio ritenuto simpaticissimo da buona parte dell’attuale maggioranza. Ecco il suo incipit: “Lambertow fa incetta di consensi tra i musi gialli giapponesi.”

Ed ecco anche la risposta dell’Ambasciata del Giappone in Italia:

“E’ ben accetta l’attenzione prestata alla notizia del conferimento dell’onorificenza al Senatore Dini da parte del Giappone. Tuttavia, riteniamo che l’espressione utilizzata per identificarci, ossia “musi gialli“, abbia una connotazione dispregiativa e molto negativa. Segnaliamo che l’espressione non sarebbe neppure necessaria nel contesto, quindi il suo utilizzo è totalmente gratuito. Inoltre, tale espressione così grossolana non ci sembra consona né all’altezza di un giornale come il Vostro, a tiratura nazionale e con una sua tradizione nel giornalismo italiano.”

Il giornalismo italiano? Ah già, il protagonista di mille battaglie e diecimila barricate per la libertà di stampa. Questa qui, per l’appunto.

5 maggio 2009

Via radio

radioQuasi due anni fa la Repubblica pubblicava “lo sfogo” di un lettore. Il 7 maggio 2007 la sua lettera intitolata  “Aiuto, sono di sinistra ma sto diventando razzista” trovava spazio nella prima pagina del quotidiano.

Domani sera chi scrive, Marco Binotto, insieme a Marco Bruno, discuteranno di questa “ricorrenza” e (quindi) del tema dai microfoni di Radio Popolare Roma per un filo diretto in diretta su Popolare Network dalle 20 alle 20 e 40.

Che dire, tutti davanti al televisore.

21 aprile 2009

Sono razzisti

Filed under: Casi di studio — Marco Binotto @ 10:21 pm
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siamo-razziesti-liberoUno dei luoghi comuni dell’antirazzismo è quello di constatare con sarcasmo quale sia l’incipit di ogni commento dal vago sentore razzista o pregiudizievole: “non sono razzista, ma…

Una breve frase che suona come giustificazione, quasi un ipocrisia rispetto al concetto che emergerà a breve. Dal punto di vista sociologico questa “Excusatio” segnala la presenza di un tabù verso questo appellativo che suona ancora come un’accusa insostenibile. Un errore da evitare assolutamente.

Secondo me, uno dei segnali dell’odierno imbarbarimento del dibattito pubblico e quotidiano su questi temi è proprio la progressiva caduta di questo tabù, lo sdoganamento verso espressioni e atteggiamenti che fino a qualche tempo fa richiedevano questo tipo di premesse che ora appaiono inutili. Anzi vengono ribaltate.

Siamo razzisti“. Titolava stamane il quotidiano Libero.

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7 ottobre 2008

Gli scherzi del “razzismo immaginario”

Filed under: Notizie — Marco Binotto @ 8:25 am
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Per fortuna non si parla più di obiettività.

Anni di analisi semiotica, dibattito sulla deontologia e, perfino, sull’epistemologia della scienza hanno modificato uno dei “luoghi comuni” del giornalismo. Ora si preferisce usare il termine “onestà“. Non tanto per distinguere i fatti dalle opinioni in quella fittizia separazione tra notizia e commento, quanto nella necessità del giornalista di dire la propria riportando in modo non artefatto la sostanza dei fatti, non inventando notizie né prendendo il giro il pubblico.

Naturalmente ciò è più semplice per il redattore che realizza l’articolo. Colleziona fatti e dichiarazioni, deve conoscere la sostanza degli avvenimenti, almeno in parte. Capita invece che lo stesso grado di conoscenza non venga raggiunto da chi deve preparare il titolo.

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17 luglio 2008

Aiuto! Sono tornate anche le razze

Filed under: Visioni — Marco Binotto @ 11:21 pm
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Continua l’evergreen mediatico. Alcune parole sono tornate nei telegiornali nazionali. Qualche tempo fa un post segnalava il ritorno del termine nostrano “vu cumpra‘” per designare gli ambulanti stranieri.

Ora pare tornare un termine proveniente da un luogo ancora più indietro nel tempo, ma molto più impegnativo. Per ora è limitato ad una notizia dall’estero, ma ci sono buone speranze…

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18 giugno 2008

Aiuto! son tornati i vucumprà

Filed under: Appunti,Immigrazione e asilo,Visioni — Marco Bruno @ 7:00 pm
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Nel continuo scivolamento all’indietro si ritorna, come se niente fosse, indietro di vent’anni se non di più. In questi giorni, e colpisce che non si scorga punta di ironia nella frase dei giornalisti, si è ritornato (l’ho visto sia nei tg mediaset che al tg2) ad usare il termine vucumprà per indicare gli ambulanti che a Venezia sono sotto tiro (nell’eterna lotta sul fronte che vede contrapposto il Bene – Gucci “vero” – e il Male – Gucci “tarocco” – che poi è uguale… ma questa è un’altra storia…).

Lo scivolamento assume i contorni della caduta nel precipizio se si riesumano termini di un razzismo sconcertante: c’è la storpiatura dei modi di dire, la presa in giro delle difficoltà linguistiche, il paternalismo, etc…

È forse il caso di consolarsi pensando a un tempo, i primi anni ottanta appunto, in cui il contatto con l’Altro era sporadico, certo un po’ paternalistico ma in fondo ingenuo? Secondo me no, tanto più che il revival degli anni ottanta ha già stufato nella musica, figuriamoci quando si tratta di persone…

p.s. sul tema ovvio piccolo consiglio di lettura: Faso, Lessico del razzismo democratico, DeriveApprodi. E pensare che leggendolo ogni tanto mi veniva in mente che alcune cose fossero davvero superate… A breve una piccola recensione di questo testo sul blog(?)

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