Cattive Notizie

Criminopoli

Il progetto

Alcuni elementi di scenario

Il risultato delle ultime elezioni ha mostrato la forza, in termini di capacità di coagulare il consenso, della issue sicurezza. Da pochi, talvolta isolati, “imprenditori politici della paura” (Lega), ad un allargamento del campo delle forze politiche impegnate ad inseguire il consenso su questo tema; Problematicità del tema nel discorso di centrosinistra e di sinistra. (il Partito Democratico e la Sinistra che non c’è).

  • Scadimento del discorso pubblico e politico (il problema della political correctness)
  • “Normalizzazione” (anche in campo “democratico”) di discorsi che nella sostanza sono xenofobi, razzisti o neorazzisti (ad es. rischio di superamento dell’uguaglianza del diritto, della non discriminazione e della responsabilità giuridica individuale)
  • Criminalizzazione dell’Altro e della diversità
  • Criminalizzazione della marginalità e della povertà

Politica e politicizzazione dei temi della sicurezza.

Crisi di mediazione del giornalismo

Assistiamo ad una evidente incapacità dei media di “stare in mezzo” tra il potere e la società, incapacità di sostenere il loro ruolo di mediatori. Un’incapacità che va oltre il tema del conflitto di interesse e del controllo politico dei media: investe la funzione fondamentale dei media di rappresentare il reale (non solo i temi politici, ma il racconto della modernità più in generale).

  • Incapacità di sviluppare la dimensione dell’inchiesta (se non inseguendo l’inchiesta giudiziaria e raccontandola nella forma dello “scandalo”). Il racconto dello scandalo si esprime attraverso uno scarso aggiornamento dei linguaggi (“-opoli”) e una sorta di tic narrativo (quasi la necessità di dare un genere ad un insieme di notizie).
  • Resistenza della professione giornalistica alla critica; delegittimazione interlocutori (caso audizione in commissione affari costituzionali)
  • Il giornalismo tende a non restituire la modernità come questione sociale, ma come problema e questione individuale. Storie di individui.
  • Crisi etica giornalistica. (Esempi: “silenzio stampa”; dinamica notizia/smentita, etc.)

I media dovrebbero essere termometri sociali, ma in realtà rischiano di essere l’espressione di una profonda resistenza al cambiamento. Questa resistenza al cambiamento emerge in modo particolare dall’incapacità di raccontare i giovani, oppure la diversità.

Finalità

Come agire sul piano della ricerca e della riflessione?

Il focus è sulla cronaca nera. Non ci si concentrerà solo sul racconto dei media, ma anche sulle dimensioni sociologiche della violenza, della devianza, delle rappresentazioni dell’Altro, della percezione del rischio, dei comportamenti giovanili, della politicizzazione del tema sicurezza.

Sul piano empirico: focus sul contenuto delle notizie

Confronto tra rappresentazione mediale e “realtà” (analisi del contenuto; analisi dei dati secondari su sicurezza e criminalità). Analisi quantitativa e qualitativa, analisi dei linguaggi. Tramite l’utilizzo di percorsi di ricerca ad hoc (es. tesi) raccolta serie di storiche di dati per confronto quantitativo.

La ricerca. Oggetto della ricerca e dimensioni di indagine

Il nodo chiave da affrontare è quello della cronaca nera, estendendo la riflessione anche a temi come la devianza, la percezione della sicurezza, giovani e cronaca, immigrazione, etc. La nostra sezione empirica (raccolta ed elaborazione dati originali), quindi, è analisi della rappresentazione giornalistica della criminalità; le altre dimensioni sono “coperte” con percorsi paralleli e complentari tesi di laurea, analisi e confronti con la letteratura di riferimento, verifiche di ipotesi attraverso uso di dati secondari.Obiettivi generali e relative ipotesi di ricerca

1. Quantificare la presenza della criminalità e di eventi/temi di cronaca nera nella stampa italiana

Alcune ipotesi

  • La quantità della “nera” nella stampa è sovradimensionata rispetto al fenomeno criminale nella società italiana.
  • La presenza del tema criminalità è in relazione con altre dimensioni quali la politica
  • Lo spazio riservato agli eventi varia in considerazione delle caratteristiche dei protagonisti (vittime/rei).
  • Alta notiziabilità dell’investigazione in sé, anche in assenza di fatti nuovi o significativi ai fini dell’indagine.
  • Alta notiziabilità di fatti esclusivamente accessori o creati ad hoc – Fattoidi.
  • Alta notiziabilità in presenza di minori / bambini.
  • Livelli di notiziabilità variabile in caso di violenza intrafamiliare. In caso di verifica, isolare le variabili intervenienti.
  • La “nera” è trattata anche come metacomunicazione (stampa e auto-riflessione su cronaca e media)
  • 2. Indagare le modalità di rappresentazione nella stampa italiana
    Alcune ipotesi

2. La rappresentazione della criminalità presenta fenomeni di drammatizzazione, spettacolarizzazione, voyeurismo, etc. indipendenti dalla portata dell’evento.

  • Le modalità di rappresentazione (tematizzazione e linguaggi) della criminalità variano in considerazione delle caratteristiche dei protagonisti (vittime/rei); Principali focus su giovani e immigrati
  • Le modalità di rappresentazione concorrono alla definizione di “tipi ideali” del crimine che nel racconto giornalistico assumono dinamiche proprie e, a loro volta, contribuiscono a definire le coordinate (anche valoriali) del discorso pubblico sulla sicurezza
  • Alla “tipizzazione” e alla “stereotipizzazione” concorrono in maniera significativa le rappresentazioni “iconografiche” e la dimensione visiva e fotografica del racconto giornalistico del crimine

3. Sviluppare anche su un piano teorico le criticità emerse esplorando (e ritornando su) alcuni strumenti concettuali:

  • Teoria della coltivazione (e creazione della paura come strumento di controllo);
  • Agenda building e rapporti fra fonti e media;
  • Verso una ridefinizione dei criteri di notiziabilità;
  • Folk devil e panico morale (demonizzazione dell’Altro e costruzioni del capro espiatorio);
  • Società del rischio;
  • Individualizzazione e insicurezza globale (cfr. in particolare Bauman);
  • Sicurezza e (problematico) confronto con l’Altro come territori di verifica empirica della dimensione glocale (Robertson) dei processi
  • La famiglia e la sua trasformazione da nucleo di socializzazione a luogo di patologie e conflitto

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