Cattive Notizie

7 luglio 2009

Come un uomo sulla terra, ma su RAI3

Filed under: Buone visioni — Marco Binotto @ 7:00 pm
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Se ne è già scritto.

Se non siete riusciti a vedere questo documentario, importante e bello, domani sera andrà in nda su RAI3.

Dopo centinaia di proiezioni in tutta Italia, dopo riconoscimenti e
premi di prestigio nazionale e internazionale (SalinaDocFest, David di
Donatello, Arcipelago Film Festival, Per il Cinema Italiano,
BellariaFilmFestival e molti atri), finalmente in onda sulla RAI:

COME UN UOMO SULLA TERRA
di Andrea Segre, Dagmawi Yimer e Riccardo Biadene
prodotto da Asinitas Onlus e ZaLab  (52’ – 2008)

il film contro i respingimenti in Libia
info: http://comeunuomosullaterra.blogspot.com

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15 maggio 2009

Musi gialli

Filed under: Notizie — andreacerase @ 6:40 am
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Il giornalismo italiano, ogni giorno, diventa un po’ meno giornalismo e un po’ più militanza.  Ci si prepara ad un’estenuante guerra santa contro gli invasori dell”italico suolo. E ogni giorno, si moltiplicano gli ascari pronti ad arditi attacchi dietro le linee nemiche. E ne escono articoli di questo genere:

Lambertow premiato dai giapponesi. Un pezzo dedicato ad un’onoreficenza concessa dal governo giapponese a Lamberto Dini, un personaggio ritenuto simpaticissimo da buona parte dell’attuale maggioranza. Ecco il suo incipit: “Lambertow fa incetta di consensi tra i musi gialli giapponesi.”

Ed ecco anche la risposta dell’Ambasciata del Giappone in Italia:

“E’ ben accetta l’attenzione prestata alla notizia del conferimento dell’onorificenza al Senatore Dini da parte del Giappone. Tuttavia, riteniamo che l’espressione utilizzata per identificarci, ossia “musi gialli“, abbia una connotazione dispregiativa e molto negativa. Segnaliamo che l’espressione non sarebbe neppure necessaria nel contesto, quindi il suo utilizzo è totalmente gratuito. Inoltre, tale espressione così grossolana non ci sembra consona né all’altezza di un giornale come il Vostro, a tiratura nazionale e con una sua tradizione nel giornalismo italiano.”

Il giornalismo italiano? Ah già, il protagonista di mille battaglie e diecimila barricate per la libertà di stampa. Questa qui, per l’appunto.

5 maggio 2009

Via radio

radioQuasi due anni fa la Repubblica pubblicava “lo sfogo” di un lettore. Il 7 maggio 2007 la sua lettera intitolata  “Aiuto, sono di sinistra ma sto diventando razzista” trovava spazio nella prima pagina del quotidiano.

Domani sera chi scrive, Marco Binotto, insieme a Marco Bruno, discuteranno di questa “ricorrenza” e (quindi) del tema dai microfoni di Radio Popolare Roma per un filo diretto in diretta su Popolare Network dalle 20 alle 20 e 40.

Che dire, tutti davanti al televisore.

11 aprile 2009

Punti di vista romani

http://devlin.co.za/web

E’ ormai evidente. Anzi no.

Già nel 1922 Walter Lippmann nel suo celebre saggio sull’Opinione pubblica notava come il sistema dell’informazione costituisce un “pseudo-ambiente“, una seconda natura ormai inavvertita o inavvertibile. Un dato confermato fino ad oggi dal risultato di numerose ricerche. Come nel sogno ad occhi aperti di The Matrix è impossibile distinguere la presenza di questo ambiente fino a quando una qualche anomalia non gli contrappone un contro-ambiente che gli permetta di vedere una qualche possibile realtà oltre lo specchio.

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14 marzo 2009

Violenza a singhiozzo

Filed under: Notizie — Marco Binotto @ 10:23 am
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Per fortuna non siamo soli.

Ci sono molte persone che segnalano casi di diverso trattamento delle informazioni per persone nate in Italia o all’estero.

Mi appunto queste due segnalazioni. La prima viene dal blog Stampa rassegnata, la seconda dalle note del facebook del parlamentare Jean-Léonard Touadi. Il primo segnala delle violenze italiane poco celebri, il secondo la storia di un “guidatore ubriaco” non rumeno.

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4 febbraio 2009

Un rumore da paura

Filed under: Notizie — Marco Binotto @ 10:15 am
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urloForse già lo sapevamo, ma non ne eravamo coscienti. A quanto pare il rumore cittadino può contribuire al senso di insicurezza. Dal comunicato stampa di una tavola rotonda sul tema:

Il convegno punta a sottolineare i danni, spesso trascurati o sottovalutati, che il rumore urbano può provocare alla vita e alla salute del cittadino. Secondo studi dell’OSM (Organizzazione Mondiale della Sanità) infatti lo stress da traffico ha importanti ripercussioni sul sistema nervoso con importanti ripercussioni anche sulla qualità della vita, la capacità di concentrazione, ma anche con il senso di sicurezza/insicurezza sociale. Il rumore costante del traffico, soprattutto nelle strade del centro, rende difficile la comunicazione, isola i cittadini, aumenta il senso di paura.

Vedremo pattuglie dell’esercito controllare i tubi di scappamento dei motorini?

29 gennaio 2009

30 gennaio 2009 ore 12.00 Conferenza stampa Premio Girolimoni per un’informazione responsabile

Filed under: Notizie — valerialai @ 1:01 pm

Premio Girolimoni per un’informazione responsabile
Il Premio Girolimoni per un’informazione responsabile nasce per dare concretezza all’esigenza di definire un approccio non scandalistico alla cronaca e per stimolarne una consapevole presa di coscienza su questo particolare tema.
Un caso emblematico è quello di Gino Girolimoni che, negli anni Venti accusato ingiustamente di omicidio e pedofilia venne sbattuto in prima pagina dai giornali come un mostro dichiarato. Pur scagionato dalla magistratura, la stampa non è intervenuta a cambiare l’immagine che aveva costruito, così che la persona di Girolimoni non fu mai riabilitata. Il premio proposto, promosso dall’associazione culturale “Presi per Caso” in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza Università di Roma e con il Patrocinio dell’Unione Nazionale Cronisti Italiani, si inserisce nel percorso intrapreso dal gruppo di ricerca “Cattive notizie”, con la direzione scientifica del Prof. Mario Morcellini, che ha tra gli obiettivi lo studio della rappresentazione giornalistica proprio della cronaca nera nei media italiani.
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1 gennaio 2009

Da dove viene il clandestino?

In questi giorni pare siano ripresi gli “sbarchi di clandestini a Lampedusa”. Naturalmente “è subito emergenza”. Il problema, al solito, è che non si capisce bene da dove provengono.

Gli sbarcati, si sa, non hanno né origine né storia.  E’ risaputo che il resto del mondo è povero o in guerra e questo ci basta. Al massimo si parla delle origini  di questi flussi solo per trovare un modo per fermarli. Il modo trovato di questi tempi è quello di fare degli accordi con i paesi di origine (o sarebbe meglio dire di transito) dei barconi. Uno di quelli più famosi è l’accordo bilaterale con la Libia.

Ci sono notizie sulla sua stipula e sulla sua discussione. Altre sui lamenti del loro mancato rispetto.

Nessuno su come questo regime, fino a pochi anni fa “canaglia”, riesca o dovrebbe riuscire a fermare i migranti.

Come fa?

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30 dicembre 2008

Addio al clandestino

Filed under: Notizie — Marco Binotto @ 11:16 am
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si_puo_fare_amigo2Si può fare.

Si può scegliere quale parole usare. Si può evitare di usare alcuni termini per informare sui fenomeni migratori e sulla presenza straniera.

Il tutto nasce dall’appello di “Giornalisti contro il razzismo”. Hanno risposto le agenzie di stampa DiRE e “Redattore sociale” eliminando dai resoconti i termini Clandestino e Extracomunitario (se non  necessario).

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24 novembre 2008

Paure tele-comandate

Prima o poi i nodi vengono al pettine. Il VI Rapporto internazionale su “Immigrazione e Cittadinanza in Europa”, una ricerca comparativa curata da Demos & Pi e dal LaPolis-Univ. di Urbino per Intesa Sanpaolo, e diretta da Ilvo Diamanti, scopre che in Italia la paura non c’è più. E precisamente, non c’è più da Maggio 2007. E’ bastato infatti un cambio di governo, o forse la fine di una campagna elettorale tutta giocata sull’insicurezza, sulla paura della criminalità e sull’altro come minaccia, per ridare subito fiato ad un paese nella morsa dell’angoscia. La ricerca fa emergere molti aspetti veramente critici: siamo il paese che in Europa fa registrare i consensi più alti per affermazioni che individuano negli immigrati un rischio per la cultura, l’identità e l’ordine pubblico. Specularmente, l’Italia fa segnare il consenso più basso sulle affermazioni in cui gli immigrati sono presentati come risorsa per l’economia o per l’apertura culturale. Ma il trend più significativo è forse questo: se si guarda l’evoluzione nel tempo del sentimento di paura nei confronti degli immigrati, il punto di minimo è l’ottobre del 2003, il punto di massimo è invece il periodo ottobre – novembre 2007. Guarda caso, precedendo “quanto basta” l’apertura ufficiale della campagna elettorale, quando la crisi politica era già annunciata. E guarda caso, a maggio 2007 la crescita della paura si ferma, facendo registrare una secca inversione di tendenza. Forse ha ragione Diamanti: “se prima eravamo terrorizzati, oggi siamo solo impauriti”.

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