Cattive Notizie

15 maggio 2009

Musi gialli

Filed under: Notizie — andreacerase @ 6:40 am
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Il giornalismo italiano, ogni giorno, diventa un po’ meno giornalismo e un po’ più militanza.  Ci si prepara ad un’estenuante guerra santa contro gli invasori dell”italico suolo. E ogni giorno, si moltiplicano gli ascari pronti ad arditi attacchi dietro le linee nemiche. E ne escono articoli di questo genere:

Lambertow premiato dai giapponesi. Un pezzo dedicato ad un’onoreficenza concessa dal governo giapponese a Lamberto Dini, un personaggio ritenuto simpaticissimo da buona parte dell’attuale maggioranza. Ecco il suo incipit: “Lambertow fa incetta di consensi tra i musi gialli giapponesi.”

Ed ecco anche la risposta dell’Ambasciata del Giappone in Italia:

“E’ ben accetta l’attenzione prestata alla notizia del conferimento dell’onorificenza al Senatore Dini da parte del Giappone. Tuttavia, riteniamo che l’espressione utilizzata per identificarci, ossia “musi gialli“, abbia una connotazione dispregiativa e molto negativa. Segnaliamo che l’espressione non sarebbe neppure necessaria nel contesto, quindi il suo utilizzo è totalmente gratuito. Inoltre, tale espressione così grossolana non ci sembra consona né all’altezza di un giornale come il Vostro, a tiratura nazionale e con una sua tradizione nel giornalismo italiano.”

Il giornalismo italiano? Ah già, il protagonista di mille battaglie e diecimila barricate per la libertà di stampa. Questa qui, per l’appunto.

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23 gennaio 2009

Una Tag vi seppellirà

Filed under: Analisi,Diario di ricerca — andreacerase @ 2:27 pm

Abbiamo sottoposto il corpus complessivo della titolazione all’analisi attraverso gli strumenti di Tag Cloud (parole chiave) messi a disposizione da IMB. Il principio che governa l’algoritmo è che ciascuna parola abbia uno spazio proporzionale alla sua frequenza. E il risultato è questo:

Tag cloud ottenuta dal corpus complessivo delle titolazioni

Tag cloud ottenuta dal corpus complessivo delle titolazioni

Ancor più espressiva l’immagine che si ottiene considerando solo i titoli in prima pagina:

Tag Cloud ottenuta dal solo corpus dei titoli in prima pagina

Tag Cloud ottenuta dal solo corpus dei titoli in prima pagina

E’ evidente come “emergenza sicurezza” sia qualcosa di più che una semplice espressione tra le tante possibili, ma è un espressivo indicatore del “frame” narrativo utilizzato dai giornali italiani che prova, con tutte le cautele del caso, che la stampa italiana abbia fatto propria una issue politica sin dall’inizio della lunghissima campagna elettorale per le politiche 2006.  Per quanto il metodo della Tag cloud possa fornire un’elaborazione “rozza” e certamente perfettibile, non vi sono dubbi sul significato analitico dei dati el’efficacia di questo tipo di rappresentazione.

24 novembre 2008

Paure tele-comandate

Prima o poi i nodi vengono al pettine. Il VI Rapporto internazionale su “Immigrazione e Cittadinanza in Europa”, una ricerca comparativa curata da Demos & Pi e dal LaPolis-Univ. di Urbino per Intesa Sanpaolo, e diretta da Ilvo Diamanti, scopre che in Italia la paura non c’è più. E precisamente, non c’è più da Maggio 2007. E’ bastato infatti un cambio di governo, o forse la fine di una campagna elettorale tutta giocata sull’insicurezza, sulla paura della criminalità e sull’altro come minaccia, per ridare subito fiato ad un paese nella morsa dell’angoscia. La ricerca fa emergere molti aspetti veramente critici: siamo il paese che in Europa fa registrare i consensi più alti per affermazioni che individuano negli immigrati un rischio per la cultura, l’identità e l’ordine pubblico. Specularmente, l’Italia fa segnare il consenso più basso sulle affermazioni in cui gli immigrati sono presentati come risorsa per l’economia o per l’apertura culturale. Ma il trend più significativo è forse questo: se si guarda l’evoluzione nel tempo del sentimento di paura nei confronti degli immigrati, il punto di minimo è l’ottobre del 2003, il punto di massimo è invece il periodo ottobre – novembre 2007. Guarda caso, precedendo “quanto basta” l’apertura ufficiale della campagna elettorale, quando la crisi politica era già annunciata. E guarda caso, a maggio 2007 la crescita della paura si ferma, facendo registrare una secca inversione di tendenza. Forse ha ragione Diamanti: “se prima eravamo terrorizzati, oggi siamo solo impauriti”.

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23 novembre 2008

Aggressione al Trullo. Solidarietà alla troupe del TG1. E a chi ci abita?

Filed under: Cronacopoli,Esperienze,Notizie,Visioni — andreacerase @ 10:29 pm

Abito al Trullo, e di certo non avevo bisogno del TG1 per sapere che le aggressioni e pestaggi a sfondo razzista sono all’ordine del giorno. Tanto per rinfrescare la memoria, un paio d’anni fa alcuni cittadini rumeni furono gambizzati, ed un bar dato alle fiamme. Nel luglio 2007 ci fu una battaglia a bottigliate, durata oltre un’ora, tra le squadracce di razzisti e i ragazzi del centro sociale “Il Faro”, che avevano subito a un tentativo di aggressione. La notte di Capodanno siamo dovuti rimanere barricati in casa perché per tutta la notte qualcuno ha minacciato sotto le nostre finestre di ammazzare gli immigrati romeni che abitavano nel condominio. Sono oltre due anni che, nell’indifferenza generale, viviamo sotto scorta da parte dei Carabinieri, che presidiano largo Caterina Cicetti con un posto fisso e con pattugliamenti in tutto il quartiere. Una presenza discreta, necessaria, ma certamente insufficiente in un quartiere “problematico” come il Trullo. Oggi è tutto un coro di dichiarazioni di solidarietà istituzionali e bipartisan agli operatori del TG1, aggrediti in mezzo alla strada. Ed è giusto che ci siano. Ma è anche un triste fatto che l’emergenza razzismo e violenza nelle periferie faccia notizia e interroghi l’opinione pubblica soltanto quando ad essere colpiti sono i giornalisti. Non mi pare di poter ricordare lo stesso clima di solidarietà istituzionale e bipartisan nei confronti degli immigrati aggrediti e degli abitanti del Trullo, che comunque devono convivere ogni giorno con la paura. Quella vera, non quella mediatica.

30 ottobre 2008

Cultura di governo: Sacconi alla presentazione del rapporto Caritas

Filed under: Immigrazione e asilo,Notizie — andreacerase @ 6:12 pm

Rapporto Caritas, fischi per Sacconi alla presentazione

Il ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, il senatore Maurizio Sacconi, ha ricevuto fischi e qualche applauso polemico durante il suo intervento al Teatro Orione di Roma, dove questa mattina è stato presentato il Dossier Caritas/Migrantes sull’immigrazione, giunto alla sua diciottesima edizione. I fischi sono stati limitati, ma la contestazione si è ripetuta tre volte nel corso del discorso del ministro, tanto da spingere Franco Pittau, coordinatore nazionale dei ricercatori che hanno lavorato al rapporto, a intervenire. “Noi siamo abituati a dialogare e a rispettare le idee di tutti – ha detto Pittau – quindi vi prego di far finire il discorso al ministro che ringraziamo ancora per la sua presenza. “Avrei potuto fare un altro discorso in questa sede, un dicorso più facile, magari all’insegna dell’etica – ha risposto il ministro a chi lo contestava dalla platea del Teatro Orione – ma non ho rinunciato a comunicarvi tutte le mie paure per i problemi nuovi che l’immigrazione ci porta. Chi governa si deve prendere delle responsabilità e con queste paure dobbiamo fare i conti, perché sono evidenti anche nella mia regione, il Veneto (che pure il rapporto Caritas individua come tra le migliori per l’integrazione) forme di insofferenza legate soprattutto ai temi della sicurezza”.

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15 ottobre 2008

Razzismo, ridipinte di bianco le sagome di bimbi neri

Filed under: Cronacopoli,Immigrazione e asilo,Notizie,Visioni — andreacerase @ 6:49 am
Brinzio (VA) sagoma di bambino nero ridipinta di bianco

Brinzio (VA) sagoma di bambino nero ridipinta di bianco

E’ accaduto a Brinzio, nel Varesotto, dove ignoti hanno ripassato con spray bianco faccia, mani e piedi di alcune sagome installate dalla scuola elementare del paese nelle strade
Sagome di legno raffiguranti bambini di colore “sbiancate”. E’ accaduto a Brinzio, nel Varesotto, dove ignoti hanno ripassato con spray bianco faccia, mani e piedi di alcune sagome installate dalla scuola elementare del paese nelle strade. I bambini avevano realizzato le sagome di cartone nell’ ambito del progetto di sicurezza stradale (stanno a indicare la presenza di una scuola agli automobilisti e a far rallentare il traffico).
Indignazione per il vandalismo di stampo razzista è stata espressa dal sindaco e dalle maestre della scuola, che hanno parlato di “grande amarezza” e scritto insieme con i bambini una lettera aperta: “Cari imbrattatori delle sagome – si legge – siamo indignati per quello che avete fatto. Ci piacerebbe che sapeste prendere diluente e vernice per farci ritrovare una mattina le nostre sagome come erano”. E “cari imbrattatori,ha più valore il ragionamento dei bambini che qualsiasi altro commento da parte dell’amministrazione. Se non siete codardi o peggio conigli, vi consigliamo di fare ciò che i bambini vi chiedono, cioè ripulire le sagome imbrattate”, si legge in una nota dell’amministrazione comunale di Brinzio, firmata dal sindaco Bruno Vanini. Sul fatto indagano i carabinieri.
(14 ottobre 2008)

25 settembre 2008

World Social Summit: per una società senza paura

In questi giorni a Roma si tiene un grande convegno internazionale per discutere di una società senza paura, in cui non sia necessario temere attacchi terroristici, rifugiarsi in un Suv o guardare con sospetto il cinese che apre un negozio sotto casa. Sono temi straordinariamente rilevanti per le scienze sociali, e i relatori sono davvero di prim’ordine. Solo per fare qualche nome: David Altheide; Jacques Attali; Zygmunt Bauman; Gary S. Becker; Bill Emmott; Frank Furedi; Anthony Giddens; James Hillman; Michel Maffesoli, Roberto Saviano; Pier Luigi Vigna. La prima impressione è un po’ spaesante: come sempre, con la scusa dei “saluti istituzionali” cominciano a parlare i politici, meglio se in cerca di visibilità. Lasciando da parte i giochi di parole sul Qatar, tesi e gli argomenti di alcuni dei relatori sono al limite dello sconcerto.  Alemanno parla di multilateralità inciampando più volte sulle sue sillabe, ma il suo intervento sembra complessivamente dignitoso, specie quando parla degli effetti perversi della mondializzazione dell’economia, poi scivola di nuovo e reinventa la macchina del tempo. Al termine dei saluti dei politici la sala si svuota. Dando prova di grande educazione e di capacità di ascolto, quasi tutti i giornalisti sono fuori a chiedere qualche dichiarazione buttata lì sull’Alitalia, sulla criminalità a Roma o sulla commissione Attalì all’amatriciana (n.d.r. Attali era in sala, tra gli ospiti). La cosa strana è che il giorno dopo, a leggere quotidiani ed agenzie, sembrava che i giornalisti fossero stati ad un altro convegno e che in redazione fossero stati scambiati per sbaglio titoli ed articoli. Molti degli interventi degli ospiti sono stati infatti completamente travisati o fraintesi, malgrado il servizio di traduzione simultanea. La cosa più spiacevole e, insieme rivelatrice capita ad Attali (o Attali’, fate un po’ voi), che conduce un intervento di 10’12” di serrata critica all’”economy of greed” (economia della cupidigia) e un passaggio di un secondo (1”) sull’”economy of green”, che però  – caso strano – è l’unica cosa che riportano le agenzie. E oggi si è parlato di media e crimine: il moderatore è Mauro Mazza, direttore del TG2. Per quasi un quarto d’ora ci parla di una terrificante escalation del crimine, cercando la smarcatura preventiva dai pesanti attacchi alla libertà di informazione imputati dal direttore a chi contesta l’uso politico del tema sicurezza nei TG. Verrebbe da chiedersi se per caso ha letto le statistiche sulla criminalità del Viminale. Fortuna che appena dopo c’è David Altheide…

 

30 luglio 2008

In tutte le migliori prefetture d’Italia…

Stavolta una “buona” notizia nel blog Cattive Notizie. Il Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno ha emanato, in data 22/2/2008 la circolare n° 922, sui consigli territoriali per l’immigrazione. La circolare, indirizzata a tutti i prefetti, ai Commissari Governativi delle province autonome di Trento e Bolzano e al presidente della regione Val D’Aosta, raccomanda la lettura del volume Oltre la discriminazione. Manuale operativo di comunicazione sociale su immigrazione e tratta di persone, curato da Marco Bruno e Andrea Cerase. Nella circolare, in cui viene richiamata l’attenzione sul volume da parte di queste figure istituzionali, esso viene testualmente indicato come uno degli “strumenti operativi efficaci ai fini della ottimizzazione del percorso di inclusione sociale dei cittadini stranieri regolarmente presenti in Italia.” Ci sembra un piccolo riconoscimento degno di menzione, che non solo attesta i risultati di un lungo ed articolato impegno della Facoltà per favorire l’accoglienza e l’integrazione degli immigrati.

Centro di Permanenza Temporanea

Filed under: Immigrazione e asilo — andreacerase @ 12:13 pm
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Adrian Paci
Temporary Shelter Centre [Centro di Permanenza Temporanea], 2007
Videoproiezione 16:9, 5’30”, col.
Courtesy Galleria Francesca Kauffmann, Milano.

Adrian Paci è un artista albanese, nato a Scutari nel 1969. Vive e lavora a Milano e ha esposto in tutto il mondo. Molti dei suoi lavori sono ispirati ai temi dell’etnicità e dell’immigrazione. L’immagine in foto potrebbe candidarsi come copertina del nostro rapporto di ricerca.

5 febbraio 2008

Basterà la Carta di Roma?

Filed under: Immigrazione e asilo — andreacerase @ 2:40 pm
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Roberto Natale (Segretario Fnsi) annuncia: ”Presto una nuova carta deontologica”

La lunghissima lista delle “leggerezze” giornalistiche in tema di immigrazione e cronaca si allunga con l’episodio avvenuto a Cassibile lo scorso 23 gennaio, che ha visto protagonista un gruppo di richiedenti asilo di nazionalità eritrea, cinque dei quali sono stati arrestati dai carabinieri con l’accusa di sequestro di persona per aver bloccato l’ingresso del CPA impedendo l’uscita degli operatori del centro. Il fatto sconcertante è che i nomi dei cinque arrestati sono stati riportati dai cronisti de “La Sicilia”, esponendo questi e le loro famiglie alla possibilità di gravi ritorsioni nel paese d’origine, come ha denunciato, tra gli altri, Laura Boldrini, portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Purtroppo, la lista delle “leggerezze” giornalistiche è ben nutrita di episodi del genere e addirittura peggiori, in cui l’equazione immigrazione uguale criminalità (o quantomeno, devianza) sembra “eccitare” l’immaginazione giornalistica oltre ogni misura. Basta pensare ai precedenti di Novi Ligure ed Erba, due eventi in cui gli immigrati sono diventati facili capri espiatori su cui scaricare frettolosamente la responsabilità di un efferato delitto. Questi sono solo i casi più visibili delle conseguenze a catena che si possono generare da una trattazione poco attenta delle notizie. La casistica sfortunatamente è molto ricca e diversificata, e certamente avremo modo di ritornare sull’argomento.

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