Cattive Notizie

21 aprile 2009

Sono razzisti

Filed under: Casi di studio — Marco Binotto @ 10:21 pm
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siamo-razziesti-liberoUno dei luoghi comuni dell’antirazzismo è quello di constatare con sarcasmo quale sia l’incipit di ogni commento dal vago sentore razzista o pregiudizievole: “non sono razzista, ma…

Una breve frase che suona come giustificazione, quasi un ipocrisia rispetto al concetto che emergerà a breve. Dal punto di vista sociologico questa “Excusatio” segnala la presenza di un tabù verso questo appellativo che suona ancora come un’accusa insostenibile. Un errore da evitare assolutamente.

Secondo me, uno dei segnali dell’odierno imbarbarimento del dibattito pubblico e quotidiano su questi temi è proprio la progressiva caduta di questo tabù, lo sdoganamento verso espressioni e atteggiamenti che fino a qualche tempo fa richiedevano questo tipo di premesse che ora appaiono inutili. Anzi vengono ribaltate.

Siamo razzisti“. Titolava stamane il quotidiano Libero.

Il commento di Gianluigi Paragone chiariva l’ironia del titolo che alludeva proprio all’interdizione che circonda quel termine. Occorrerebbe analizzare con maggiore dettaglio lo stratagemma retorico adottato da quel testo. L’articolo  accumula fatti scollegati tenuti insieme dall’indignazione del redattore e/o dalla testata insieme a comportamenti collettivi, governativi o nazionali connotati tutti da un  “noi” non meglio definito.

Il pretesto iniziale, o lo spunto dell’invettiva – dell’ammissione o dell'(auto)denuncia – è però costituito da un fatto che credo diventerà uno dei tanti eventi chiave della narrazione media e tutta italiana della sua storia migratoria: il salvataggio in mare, conteso con la Repubblica di Malta del barcone di migranti.

A questo proposito faccio notare l’ennesimo utilizzo improprio dei termini. Prendo una testata a caso, ma credo il fatto si sia ripetuto per altri network come si ripete, d’altro canto, in tutte le occasioni. Nella sua edizione delle 13.30 il Tg1 di ieri informava, al termine del servizio, che la stragrande maggioranza delle 140 persone a bordo della cargo “Pinar” avevano fatto richiesta d’asilo. Cosa significa? Che queste persone devono essere chiamate “richiedenti asilo” e non immigrati, migranti o, peggio, clandestini.

Come sono stati chiamati durante il pezzo e nel lancio del conduttore?

Avete indovinato.

Clandestini.

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