Cattive Notizie

11 aprile 2009

Punti di vista romani

http://devlin.co.za/web

E’ ormai evidente. Anzi no.

Già nel 1922 Walter Lippmann nel suo celebre saggio sull’Opinione pubblica notava come il sistema dell’informazione costituisce un “pseudo-ambiente“, una seconda natura ormai inavvertita o inavvertibile. Un dato confermato fino ad oggi dal risultato di numerose ricerche. Come nel sogno ad occhi aperti di The Matrix è impossibile distinguere la presenza di questo ambiente fino a quando una qualche anomalia non gli contrappone un contro-ambiente che gli permetta di vedere una qualche possibile realtà oltre lo specchio.

E’ in questo semplice meccanismo che risiede l’importanza del pluralismo nell’informazione. L’importanza di disporre di diversi punti di vista sugli stessi fatti, di disporre di osservazioni di minoranza, di media “non-mainstream”.

Analizzare gli altri media, infatti, non consente di dare per scontato il potere dei media: impone al contrario di denaturalizzarlo (Francesca Pasquali in Altri media, p. 22)

E’ quanto succede, ad esempio, quando un giornale straniero, o edito in italia da persone provenienti dall’estero, utilizza altri criteri, un altro apparato di categorie e un difforme punto di osservazione sulla naturalità della cronaca. Grazie al commento di Radu ho trovato questo esperimento:

Roma – 7 marzo 2009 – Il numero in edicola di Gazeta Romaneasca, il settimanale dei romeni in Italia, ha una prima pagina diversa da tutti i numeri precedenti. L’apertura è dedicata al pedofilo italiano che a Napoli ha stuprato un bambino rumeno di 8 anni, sotto si parla dell’italiano ubriaco e drogato alla guida che ha ammazzato un romeno vicino a Capena, infine c’è la ladra italiana catturata da due rumeni a Trento.

Chissà cosa succederebbe se una testata italiana facesse lo stesso. Peccato non ci sia più in circolazione Il Male.

thematrix2

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