Cattive Notizie

14 marzo 2009

Violenza a singhiozzo

Filed under: Notizie — Marco Binotto @ 10:23 am
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Per fortuna non siamo soli.

Ci sono molte persone che segnalano casi di diverso trattamento delle informazioni per persone nate in Italia o all’estero.

Mi appunto queste due segnalazioni. La prima viene dal blog Stampa rassegnata, la seconda dalle note del facebook del parlamentare Jean-Léonard Touadi. Il primo segnala delle violenze italiane poco celebri, il secondo la storia di un “guidatore ubriaco” non rumeno.

Ecco la prima segnalazione:

C’è stupro e stupro

17 gennaio, un branco di tre stupratori violenta in un’auto una ragazza. minorenne; metà novembre, due fratrelli stuprano una tredicenne; 20 gennaio, uomo di 70 anni violenta una quattordicenne. Li avete visti sui giornali? Ne sapete qualcosa del primo “branco”, come lo chiamano i nostri reporter? E’ un branco nostrano, di Sassari, sono tutti italiani. E i due fratelli? Anche loro italiani, anche loro sardi, di Sassari. Ci deve essere un problema con questi sassaresi. L’anziano stupratore è italiano pure lui, stavolta di Cosenza.Ne sapete qualcosa? Niente, nulla, nessuna notizia è rimbalzata sulle prime pagine o anche solo nelle pagine interne dei nostri quotidiani. Non abbiamo occhi che per loro, per il nostro branco preferito, i rumeni. Il Corsera oggi sbatte in pagina le fotine segnaletiche dei cinque di Cosenza (toh, Cosenza), guardarle bene. Molto fotogenico anche il rumeno di Guidonia, quello con il cappuccio, un rapper hollywoodiano che interpreta benissimo la parte del cattivo e che è entrato nell’immaginario collettivo, come M, il mostro di Dusseldorf. A pagina 11 di Repubblica c’è la donna stuprata di Guidonia che lancia l’allarme, ripreso in prima con enfasi: “Uno scandalo la libertà ai miei aguzzini”. Hanno liberato i quattro stupratori? Per nulla. Hanno rilasciato i due accusati di favoreggiamento. Ma va bene lo stesso, sono rumeni, quindi sono aguzzini.

E questa la seconda:

“ubriaco e drogato investe romeno. Subito rilasciato” titola il Corriere della Sera a pagina 19 “Cronache”. Niente primi titoli dei tg di ieri sera ne di questa mattina; niente apertura dei giornali radio e nessun collegamento fisso dal luogo di Skytg 24. E’ la normalità di una piccola cittadina alla porte di Roma, Capena. Niente ronde vendicative dei rumeni. Nessuna dichiarazione particolare di veemenza da parte di Gaspari (PDL) ne di Cota (Lega Nord). Ma nemmeno la sinistra si è scaldata in solidarietà per questo lavoratore (che sgobba anche di domenica!) nei cantieri edili per uno stipendio di miseria e torna a casa percorrendo chilometri a piedi. C’è chi parla di doppiopesismo come ha fatto la mia collega Rita Bernardini <<ci fa rimanere sgomenti il doppiopesismo che viene usata a seconda se il reato viene mommenso da un italiano o da un rumeno>>. Mi accontento di fare notare la sospetta compostezza con la quale la nostra stampa ha riportato la notizia. Strana compostezza perché a parti invertite avremmo avuto come minimo un Consiglio dei ministri o un decreto urgente per rafforzare la cosiddetta sicurezza. La seconda riflessione riguarda il Corriere della Sera che indica la vittima nel titolo (poi viene nominato all’interno) come un romeno mentre la nazionalità dell’investitore resta sconosciuta (cosa che dovrebbe essere sempre fatta). Strana compostezza per la morte fatale di Mihai Rudu per il quale non ci sarà un coro d’indignazione. Nessuna costruzione sociale del nemico a reti unificate. In quelle case alla periferia di Roma che costruiva Mihai Rudu ci abiteranno dei nostri connazionali che non sapranno nemmeno chi ha posato i mattoni della camera da letto o del salone. Spero che il comune di Capena un giorno dedichi una strada al “Rumeno”, un “manovale di 31 anni” che si chiamava Mihai Rudu, uno di noi, proprio come noi, investito da uno di noi.

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4 commenti

  1. Continuo a sbandierare questo sito a quattro venti cosi goccia dopo goccia magari altre persone riusciranno a vedere aldilà de la fitta nebbia che oggi la stampa sta costruendo.
    Sempre per la liberta e l’obiettività dell’informazione…
    Un romeno de Roma 😉

    Commento di radu — 17 marzo 2009 @ 2:16 pm

  2. Credo che il lavoro sul “doppiopesismo” sia uno dei più efficaci in termini di divulgazione dei risultati del monitoraggio; e questo ancora una volta mostra che il metodo qualitativo è centrale…

    (p.s. fuori dalle considerazioni “di ricerca”, un grazie a Radu)

    Commento di Marco Bruno — 20 marzo 2009 @ 4:18 pm

  3. Suggerito da altri, lo condivido con voi…

    Roma – 7 marzo 2009 – Il numero in edicola di Gazeta Romaneasca, il settimanale dei romeni in Italia, ha una prima pagina diversa da tutti i numeri precedenti. L’apertura è dedicata al pedofilo italiano che a Napoli ha stuprato un bambino rumeno di 8 anni, sotto si parla dell’italiano ubriaco e drogato alla guida che ha ammazzato un romeno vicino a Capena, infine c’è la ladra italiana catturata da due rumeni a Trento.
    “Abbiamo fatto un esperimento: sbattere in prima pagina il mostro italiano”, dice il direttore editoriale del giornale, Sorin Cehan. “Farà capire ai nostri lettori il meccanismo perverso usato da alcuni giornali italiani che genera poi la rivolta dei cittadini contro un intero popolo”. Nell’editoriale, il direttore spiega la scelta: “Una volta, una sola volta proviamo a fare una prima pagina nello stile oramai consacrato della stampa italiana. Sono tutti fatti reali, ma estratti con la pinzetta dalla realtà. L’immagine degli italiani è filtrata dalle stesse lenti con le quali loro ci osservano tutti i giorni: la cronaca nera di quanti uccidono, stuprano e rubano”.”Il fatto di cronaca, si impara nelle scuole di giornalismo, è chiuso in se stesso. Per questo le pagine di cronaca nera di solito alla fine dei giornali, perche il loro significato è pari quasi a zero. – scrive Cehan – Se uno stupratore romeno aggredisce un’italiana, non significa che “i romeni violentano le italiane”, cosi come l’italiano che abusa di un bambino romeno non rappresenta “gli italiani che stuprano i bambini romeni”.”Abbiamo avuto difficoltà a trovare i nomi degli accusati e le loro fotografie, perchè la stampa italiana non ha dato loro importanza. La maggior parte dei giornali non dà i nomi degli arrestati italiani, al massimo le iniziali, e le fotografie sono una rarità. Una pratica corretta, visto la presunzione d’innocenza della quale gode chiunque, in uno stato democratico e moderno, per quanto odioso possa essere il fatto di cui è accusato.”Con i romeni, è il contrario. Sono filmati in diretta, sbattuti in primo piano, condannati già dalla stampa. La manipolazione dell’opinione pubblica è diventata grossolana ed è dannosa. La prima pagina può essere fatta in tanti modi. Questo è il modo più sbagliato” conclude il direttore di Gazeta Romaneasca.

    Commento di radu — 22 marzo 2009 @ 12:31 pm

  4. […] di categorie e un difforme punto di osservazione sulla naturalità della cronaca. Grazie al commento di Radu ho trovato questo esperimento: Roma – 7 marzo 2009 – Il numero in edicola di Gazeta […]

    Pingback di Punti di vista romani « Cattive Notizie — 11 aprile 2009 @ 10:22 am


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