Cattive Notizie

5 gennaio 2009

Taglio cinese

Filed under: Visioni — Marco Binotto @ 12:45 pm
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E si’. Le Iene hanno proprio fatto scuola.

E non solo per l’intervista doppia ormai ripresa da talk show, tg e spot pubblicitari, anche il metodo del servizio con telecamera nascosta ha un grande successo. Lo usa Striscia la Notizia, ma questo è scontato. Mi manda Rai tre, ed è stata una piccola rivoluzione, ma ormai è arrivato al tg dell’ammiraglia Rai.

Come fare? Semplice, si prendono uno o due giovani collaboratori, pardon “complici”, sconosciuti, li si attrezza con occhiali o berretto così che possano nascondere una piccola telecamera e un microfono. Li si invii in un luogo pubblico o un ufficio riprendendo il tutto. Mandando in onda il filmato si deve poi avere l’accortezza di nascondere con degli effetti tecnici il volto e, se necessario, la voce degli ignari protagonisti. L’effetto è assicurato.

Il servizio vi mostrerà mentre scoprite una verità, svelerete il mistero di un luogo sconosciuto o pruriginoso (celebri i servizi delle Iene sul mondo dei nightclub). Ma, soprattutto, aprirete gli occhi della cittadinanza su una pratica meschina o illegale, su una truffa, su un affare illecito. Sarete gli eroi infiltrati, i nostri occhi nascosti. Dei paladini!

Ebbene, ieri (2 gennaio 2009) è andato in onda un servizio sul tg1 che utilizzava questo metodo.

Era un servizio di costume, una sorta di indagine sociale. Quelli in cui si mostra una tendenza di mercato, un fenomeno in crescita, una moda. Ma il metodo era quello delle Iene. Ma non c’erano Maghi truffatori o Prostitute transessuali, ma forbici orientali.

Infatti, il pezzo era dedicato al trend inquietante dei “capelli low cost nei locali cinesi”.

“Bravi? sembra di sì, per noi prova Andrea”… La nostra eroina ha inviato l’occhio nascosto della Rai a provare questo arcano luogo dove giovani con gli occhi a mandorla tagliavano capelli a prezzi stracciati. Allora si descrive la quotidianità fatta di giovani apprendisti alle prime armi, “capelli ovunque”, messe in piega non convincenti che vanno via al prossimo lavaggio e lavoro senza pause. Tutti dettagli normali per un parrucchiere in periodo di feste, se non fosse per quelle immagini sfocate, quei volti nascosti e l’audio che richiede i sottotitoli.

E’ sorprendente come qualsiasi normalità di un mestiere, di un mercato ormai liberalizzato pieno di nuovi commercianti e nuove offerte, quando vede presenti degli immigrati diventi un fenomeno quasi oscuro da indagare, naturalmente una “concorrenza pericolosa per gli italiani che sono in crisi di manodopera”.

Sono contento però, in modo trasversale il Tg1 mi ha spiegato cosa sono i “Negozi etnici.

A questo punto, ho alcuni suggerimenti per i prossimi pezzi: …ebbene, non sono sicuro, ma sono quasi certo che ci siano molti negozi, nella strade della Capitale, che siano gestiti da persone di una particolare fede religiosa: quella ebraica. Ma non è tutto, negli ultimi tempi noto un certo aumento di mercerie in cui le commesse parlano con un certo accento, mi pare abruzzese…

Vi prego di indagare.

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