Cattive Notizie

7 ottobre 2008

Gli scherzi del “razzismo immaginario”

Filed under: Notizie — Marco Binotto @ 8:25 am
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Per fortuna non si parla più di obiettività.

Anni di analisi semiotica, dibattito sulla deontologia e, perfino, sull’epistemologia della scienza hanno modificato uno dei “luoghi comuni” del giornalismo. Ora si preferisce usare il termine “onestà“. Non tanto per distinguere i fatti dalle opinioni in quella fittizia separazione tra notizia e commento, quanto nella necessità del giornalista di dire la propria riportando in modo non artefatto la sostanza dei fatti, non inventando notizie né prendendo il giro il pubblico.

Naturalmente ciò è più semplice per il redattore che realizza l’articolo. Colleziona fatti e dichiarazioni, deve conoscere la sostanza degli avvenimenti, almeno in parte. Capita invece che lo stesso grado di conoscenza non venga raggiunto da chi deve preparare il titolo.

La velocità nella chiusura delle pagine, e quindi in quella della lettura dei singoli pezzi da titolare, insieme alla necessità di evidenziare la notizia da “strillare” attraverso il titolo, può provocare una qualche imprecisione. Casi in cui il punto di vista della testata può prendere il sopravvento rispetto ai fatti raccontati.

Allora il titolo può non riportare in modo efficace o fedele il contenuto del “pezzo”. Nelle interviste la frase virgolettata può non essere stata pronunciata, l’interpretazione della titolazione può non combaciare con quella dell’articolo. Bisogna fare attenzione. Occorre controllare.

Quello che il lettore frettoloso non sempre fa.

A volte capita che il titolo di prima pagina non corrisponda a quello della pagina interna o alla notizia fornita dall’articolo. Capita a Il Giornale di Milano di lunedì 6 ottobre 2008. Come segnala il direttore di Radio Radicale nella sua rassegna stampa,in prima un titolo afferma con certezza sotto l’etichetta “Razzismi immaginari”:

Nella gang che picchiò il cinese la metà sono figli di immigrati

Mentre a pagina 2 il titolo è meno preciso e recita: “Nella gang che picchiò il cinese c’è anche un figlio di immigrati”. La notizia così come descritta dall’articolo di Massimo Malpica chiarisce ogni dubbio. Solo uno dei sei aggressori pare abbia i genitori di origine araba, ovvero un sesto e non metà. 

Chiarito l’equivoco mi rimane un dubbio sulla sostanza del punto di vista della testata e dell’articolo di Malpica. La presenza di uno straniero o di un figlio di immigrati rende questa aggressione certamente non-razzista? Il fatto che uno degli aggressori abbia un ragazza la cui “madre è eritrea, il papà italiano” lo rende immune all’intolleranza?

E’ un’affermazione banale per le scienze sociali: il bello, e il brutto, della specie umana e proprio quello di vivere nel gorgo dei paradossi. Il pregiudizio non nasce (solo) nella contrapposizione di due blocchi omogenei. I bianchi ed i neri. Vive di sfumature e contraddizioni, non esiste solo il razzismo “dei bianchi” verso “i neri”, esiste una vasta gamma di pregiudizi: quello degli arabi verso i cinesi, il disprezzo dei rumeni verso gli albanesi e, naturalmente, quello dei romani nei confronti di “negri” e “sporchi cinesi”.

Esistono xenofobie specifiche – “mi piacciono le brasiliane ma odio i colombiani” – e “pregiudizi a geometria variabile“: “tu eritrea mi piaci perchè sei diversa dagli altri eritrei, quelli li ammazzerei tutti!” Il problema della “personalità razzista”, come della personalità in genere, è proprio di avere come estrema, “l’ultima frontiera”, “la trasversalità”.

Quindi, in attesa della rettifica del direttore, Mario Giordano, chiudiamo con il titolo del suo editoriale domenicale: “Non scherzate col razzismo“.

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2 commenti

  1. In Italia, se si può affermare che siano mai esistite, le notizie si sono estinte. Nei nostri giornali di fatti ce ne sono davvero pochi. Li hanno soppiantati racconti più o meno fantastici di eventi mai avvenuti, il cui unico scopo è quello di servire una parte politica contro l’altra, gli interessi di un’azienda contro quelli dei suoi concorrenti, legittimare il potere dell’uno rispetto agli altri. Certi giornali, poi, sembrano l’incarnazione della neolingua e del bipensiero orwelliano: servono solo ad adattare le menti ad una realtà altrimenti insopportabile. Sembravano preoccupazioni esagerate, invece eccoci qui.

    Commento di Andrea Cerase — 13 ottobre 2008 @ 5:20 pm

  2. Ho appena scoperto un commento di Luigi Manconi sulla stessa notizia (segnalata da Bordin):
    http://www.abuondiritto.it/dettagli.php?ID=6760

    Pubblicato in questa edizione de L’Unita’:
    http://archivio.unita.it/v2/gol/today.asp?IDprodotto=26591&sezione_community=

    Precisamente pag. 26:

    http://archivio.unita.it/v2/gol/viewer.asp?pag=26&G=07&M=10&A=2008&foliazione=28&startpag=0&sezione=nul

    Commento di Marco Binotto — 23 febbraio 2009 @ 10:00 am


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