Che forza le immagini.
Le telecamere di sorveglianza piazzate in luoghi pubblici e private sono molto importanti per la sicurezza collettiva. A quanto sembra sono altrettanto rilevanti per il confezionamento dei servizi televisivi.
Martedì 9 dicembre il TG5 delle 13 ne ha dato un’emblematica dimostrazione.
Un blocco di due servizi intitolato “Rapinatori e bulli incastrati dai video. Inchiodati dalle telecamere ladri e bulli” evidenzia l’importanza della disponibilità di immagini come valore notizia per la scelta delle notizie da mostrare.
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Ogni festa ha i suoi riti e le sue tradizioni.
Anche le festività sugli schermi dell’informazione televisiva ha i suoi rituali. Ad esempio, con l’avvicinarsi del 31 dicembre ecco comparire i soliti servizi sui botti di fine anno.
Venerdì 9 dicembre, nell’edizione delle 20, il TG5 ne manda in onda uno (di un minuto 25 circa), probabilmente il primo della stagione. Il servizio tratta naturalmente dalla pericolosità dei fuochi artificiali, soprattutto di quelli illegali, e prende spunto dai controlli delle forze dell’ordine sulle importazioni di questo materiale. In questo caso però al centro della notizia non ci sono solo i fuochi ma anche le luci.
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Continua l’evergreen mediatico. Alcune parole sono tornate nei telegiornali nazionali. Qualche tempo fa un post segnalava il ritorno del termine nostrano “vu cumpra‘” per designare gli ambulanti stranieri.
Ora pare tornare un termine proveniente da un luogo ancora più indietro nel tempo, ma molto più impegnativo. Per ora è limitato ad una notizia dall’estero, ma ci sono buone speranze…
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