I mass media fanno opinione. Così si dice.
O almeno la seguono. La interpretando, esprimono quello che si definisce l’opinione pubblica.
In alcuni casi questa funzione sociale appare letterale: nell’ultima settimana in modo sempre più evidente.
Non solo i mezzi di informazione stanno (co)decidendo l’agenda della prima settimana del nuovo governo. Scegliendo il tema da trattare per primo, il linguaggio da usare, i protagonisti, persino la posta in gioco. Ma subito valutano anche il risultato. Ovviamente valutata dalla “soddisfazione” della pubblica opinione. Inutile precisare: misurato attraverso sondaggi.
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Di nuovo.
Son tornati.
Ancora. L’emergenza questa volta non proviene (del tutto) dalle pagine di Cronaca. Non ne ha più bisogno.
A quanto pare è entrato nello stretto novero delle tematizzazioni del giornalismo italiano. Un tema ciclico che si ripresenta periodicamente. In questo caso i “pretesti” appaiono provenire più dal piano politico che da quello criminale. E’ l’inaugurazione del nuovo governo ha rendere centrale nell’agenda politica una questione già al centro del programma e dell’agenda elettorale delle due principali coalizioni, e quindi di quella vincitrice.
La sequenza appare allora consueta:
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