Cattive Notizie

15 Maggio 2009

Musi gialli

Archiviato in: Notizie — andreacerase @ 6:40 am
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Il giornalismo italiano, ogni giorno, diventa un po’ meno giornalismo e un po’ più militanza.  Ci si prepara ad un’estenuante guerra santa contro gli invasori dell”italico suolo. E ogni giorno, si moltiplicano gli ascari pronti ad arditi attacchi dietro le linee nemiche. E ne escono articoli di questo genere:

Lambertow premiato dai giapponesi. Un pezzo dedicato ad un’onoreficenza concessa dal governo giapponese a Lamberto Dini, un personaggio ritenuto simpaticissimo da buona parte dell’attuale maggioranza. Ecco il suo incipit: “Lambertow fa incetta di consensi tra i musi gialli giapponesi.”

Ed ecco anche la risposta dell’Ambasciata del Giappone in Italia:

“E’ ben accetta l’attenzione prestata alla notizia del conferimento dell’onorificenza al Senatore Dini da parte del Giappone. Tuttavia, riteniamo che l’espressione utilizzata per identificarci, ossia “musi gialli“, abbia una connotazione dispregiativa e molto negativa. Segnaliamo che l’espressione non sarebbe neppure necessaria nel contesto, quindi il suo utilizzo è totalmente gratuito. Inoltre, tale espressione così grossolana non ci sembra consona né all’altezza di un giornale come il Vostro, a tiratura nazionale e con una sua tradizione nel giornalismo italiano.”

Il giornalismo italiano? Ah già, il protagonista di mille battaglie e diecimila barricate per la libertà di stampa. Questa qui, per l’appunto.

5 Maggio 2009

Via radio

Archiviato in: Notizie — Marco Binotto @ 8:28 am
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radioQuasi due anni fa la Repubblica pubblicava “lo sfogo” di un lettore. Il 7 maggio 2007 la sua lettera intitolata  “Aiuto, sono di sinistra ma sto diventando razzista” trovava spazio nella prima pagina del quotidiano.

Domani sera chi scrive, Marco Binotto, insieme a Marco Bruno, discuteranno di questa “ricorrenza” e (quindi) del tema dai microfoni di Radio Popolare Roma per un filo diretto in diretta su Popolare Network dalle 20 alle 20 e 40.

Che dire, tutti davanti al televisore.

21 Aprile 2009

Sono razzisti

Archiviato in: Casi di studio — Marco Binotto @ 10:21 pm
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siamo-razziesti-liberoUno dei luoghi comuni dell’antirazzismo è quello di constatare con sarcasmo quale sia l’incipit di ogni commento dal vago sentore razzista o pregiudizievole: “non sono razzista, ma…

Una breve frase che suona come giustificazione, quasi un ipocrisia rispetto al concetto che emergerà a breve. Dal punto di vista sociologico questa “Excusatio” segnala la presenza di un tabù verso questo appellativo che suona ancora come un’accusa insostenibile. Un errore da evitare assolutamente.

Secondo me, uno dei segnali dell’odierno imbarbarimento del dibattito pubblico e quotidiano su questi temi è proprio la progressiva caduta di questo tabù, lo sdoganamento verso espressioni e atteggiamenti che fino a qualche tempo fa richiedevano questo tipo di premesse che ora appaiono inutili. Anzi vengono ribaltate.

Siamo razzisti“. Titolava stamane il quotidiano Libero.

(continua…)

7 Ottobre 2008

Gli scherzi del “razzismo immaginario”

Archiviato in: Notizie — Marco Binotto @ 8:25 am
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Per fortuna non si parla più di obiettività.

Anni di analisi semiotica, dibattito sulla deontologia e, perfino, sull’epistemologia della scienza hanno modificato uno dei “luoghi comuni” del giornalismo. Ora si preferisce usare il termine “onestà“. Non tanto per distinguere i fatti dalle opinioni in quella fittizia separazione tra notizia e commento, quanto nella necessità del giornalista di dire la propria riportando in modo non artefatto la sostanza dei fatti, non inventando notizie né prendendo il giro il pubblico.

Naturalmente ciò è più semplice per il redattore che realizza l’articolo. Colleziona fatti e dichiarazioni, deve conoscere la sostanza degli avvenimenti, almeno in parte. Capita invece che lo stesso grado di conoscenza non venga raggiunto da chi deve preparare il titolo.

(continua…)

17 Luglio 2008

Aiuto! Sono tornate anche le razze

Archiviato in: Visioni — Marco Binotto @ 11:21 pm
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Continua l’evergreen mediatico. Alcune parole sono tornate nei telegiornali nazionali. Qualche tempo fa un post segnalava il ritorno del termine nostrano “vu cumpra‘” per designare gli ambulanti stranieri.

Ora pare tornare un termine proveniente da un luogo ancora più indietro nel tempo, ma molto più impegnativo. Per ora è limitato ad una notizia dall’estero, ma ci sono buone speranze…

(continua…)

18 Giugno 2008

Aiuto! son tornati i vucumprà

Archiviato in: Appunti, Immigrazione e asilo, Visioni — Marco Bruno @ 7:00 pm
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Nel continuo scivolamento all’indietro si ritorna, come se niente fosse, indietro di vent’anni se non di più. In questi giorni, e colpisce che non si scorga punta di ironia nella frase dei giornalisti, si è ritornato (l’ho visto sia nei tg mediaset che al tg2) ad usare il termine vucumprà per indicare gli ambulanti che a Venezia sono sotto tiro (nell’eterna lotta sul fronte che vede contrapposto il Bene – Gucci “vero” – e il Male – Gucci “tarocco” – che poi è uguale… ma questa è un’altra storia…).

Lo scivolamento assume i contorni della caduta nel precipizio se si riesumano termini di un razzismo sconcertante: c’è la storpiatura dei modi di dire, la presa in giro delle difficoltà linguistiche, il paternalismo, etc…

È forse il caso di consolarsi pensando a un tempo, i primi anni ottanta appunto, in cui il contatto con l’Altro era sporadico, certo un po’ paternalistico ma in fondo ingenuo? Secondo me no, tanto più che il revival degli anni ottanta ha già stufato nella musica, figuriamoci quando si tratta di persone…

p.s. sul tema ovvio piccolo consiglio di lettura: Faso, Lessico del razzismo democratico, DeriveApprodi. E pensare che leggendolo ogni tanto mi veniva in mente che alcune cose fossero davvero superate… A breve una piccola recensione di questo testo sul blog(?)

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