La Banca d’Italia è stata per anni una delle istituzioni più autorevoli e rispettate.
Da qualche tempo la sua autorevolezza è stata scossa, ma, pubblicando ricerche e studi su vari temi, compresa l’immigrazione, temo diventerà ancora più discussa e discutibile.
E’ di oggi la notizia, lanciata da molte agenzie (Agi, ADN, …), su uno studio che sfaterebbe uno dei più comuni luoghi comuni sul tema:
“L’aumento di stranieri in Italia non ha causato minori opportunità occupazionali per gli italiani” a causa della “complementarietà tra gli stranieri e gli italiani più istruiti e le donne”.
Naturalmente, anche se in clima agostano, è partita la polemica politica a colpi di comunicati (es. Borghezio vs Belisario). Curioso il fatto che ad una prima ricerca non sono riuscito a trovare sul sito di Bankitalia il testo dello studio.
In compenso ho trovato questo working paper di qualche tempo fa dal titolo interessante: “Immigrazione e crimine: un’analisi empirica (Immigration and crime: an empirical analysis)”.
Tutte letture poco estive, me ne rendo conto.
E già. Governare (e informare) persone anziane non è facile.
Alcune possono ricordare, non solo perché troppo avanti con gli anni, ma anche perché “professionalmente” annotano e tramandano.
Io ricordo. Ancora vagamente ma ricordo.
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Non riusciamo più a capire se sia il sistema mediale, con i suoi linguaggi e i suoi effetti, ad aver modificato completamente gli schemi di funzionamento e di voice del sistema politico o sia avvenuto il contrario.
Il linguaggio, il gergo, le azioni e reazioni della politica pubblica viene semplicemente amplificata dal “megafono mediale”. Le chiacchierate, le interviste, gli interventi a convegno, i comizi pubblici diventano voci dei personaggi che calcano lo stesso “teatrino” informativo.
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In questi giorni pare siano ripresi gli “sbarchi di clandestini a Lampedusa”. Naturalmente “è subito emergenza”. Il problema, al solito, è che non si capisce bene da dove provengono.
Gli sbarcati, si sa, non hanno né origine né storia. E’ risaputo che il resto del mondo è povero o in guerra e questo ci basta. Al massimo si parla delle origini di questi flussi solo per trovare un modo per fermarli. Il modo trovato di questi tempi è quello di fare degli accordi con i paesi di origine (o sarebbe meglio dire di transito) dei barconi. Uno di quelli più famosi è l’accordo bilaterale con la Libia.
Ci sono notizie sulla sua stipula e sulla sua discussione. Altre sui lamenti del loro mancato rispetto.
Nessuno su come questo regime, fino a pochi anni fa “canaglia”, riesca o dovrebbe riuscire a fermare i migranti.
Come fa?
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Probabilmente conoscete o avete sentito nominare Marshall McLuhan. Sono celebri soprattutto alcuni suoi aforismi. In cima a tutti “il villaggio globale”.
Quello però più importante per il suo pensiero, più ambiguo e di certo il più parafrasato e storpiato (anche da McLuhan stesso) è quello che recita: “Il medium è il messaggio“. Con qualche remora quindi uso anche io una variazione di questa frase. Spero di dimostrare in sintesi perché mi pare appropriata.
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