Non riusciamo più a capire se sia il sistema mediale, con i suoi linguaggi e i suoi effetti, ad aver modificato completamente gli schemi di funzionamento e di voice del sistema politico o sia avvenuto il contrario.
Il linguaggio, il gergo, le azioni e reazioni della politica pubblica viene semplicemente amplificata dal “megafono mediale”. Le chiacchierate, le interviste, gli interventi a convegno, i comizi pubblici diventano voci dei personaggi che calcano lo stesso “teatrino” informativo.
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Di nuovo.
Son tornati.
Ancora. L’emergenza questa volta non proviene (del tutto) dalle pagine di Cronaca. Non ne ha più bisogno.
A quanto pare è entrato nello stretto novero delle tematizzazioni del giornalismo italiano. Un tema ciclico che si ripresenta periodicamente. In questo caso i “pretesti” appaiono provenire più dal piano politico che da quello criminale. E’ l’inaugurazione del nuovo governo ha rendere centrale nell’agenda politica una questione già al centro del programma e dell’agenda elettorale delle due principali coalizioni, e quindi di quella vincitrice.
La sequenza appare allora consueta:
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