Se ne è già scritto.
Se non siete riusciti a vedere questo documentario, importante e bello, domani sera andrà in nda su RAI3.
Dopo centinaia di proiezioni in tutta Italia, dopo riconoscimenti e
premi di prestigio nazionale e internazionale (SalinaDocFest, David di
Donatello, Arcipelago Film Festival, Per il Cinema Italiano,
BellariaFilmFestival e molti atri), finalmente in onda sulla RAI:
COME UN UOMO SULLA TERRA
di Andrea Segre, Dagmawi Yimer e Riccardo Biadene
prodotto da Asinitas Onlus e ZaLab (52’ – 2008)
il film contro i respingimenti in Libia
info: http://comeunuomosullaterra.blogspot.com
Il dibattito di questa settimana, tutto concentrato sugli arrivi, sugli sbarchi e quindi su diritto nautico e internazionale, rafforza in me un’impressione di cui ho già parlato. La sensazione di un già visto. Di un eterno ritorno.
Lo so, il mondo dell’informazione è quello della sorpresa istituzionalizzata, quindi non dovrei lamentarmi di ciò. Il problema è che anche il mondo politico su questo tema appare bloccato nello stesso refrain mediale. Il discorso pubblico è rimasto ancorato ad un momento preciso della nostra contemporaneità migratoria: l’inizio degli anni Novanta.
(continua…)
In questi giorni pare siano ripresi gli “sbarchi di clandestini a Lampedusa”. Naturalmente “è subito emergenza”. Il problema, al solito, è che non si capisce bene da dove provengono.
Gli sbarcati, si sa, non hanno né origine né storia. E’ risaputo che il resto del mondo è povero o in guerra e questo ci basta. Al massimo si parla delle origini di questi flussi solo per trovare un modo per fermarli. Il modo trovato di questi tempi è quello di fare degli accordi con i paesi di origine (o sarebbe meglio dire di transito) dei barconi. Uno di quelli più famosi è l’accordo bilaterale con la Libia.
Ci sono notizie sulla sua stipula e sulla sua discussione. Altre sui lamenti del loro mancato rispetto.
Nessuno su come questo regime, fino a pochi anni fa “canaglia”, riesca o dovrebbe riuscire a fermare i migranti.
Come fa?
(continua…)