In questi giorni pare siano ripresi gli “sbarchi di clandestini a Lampedusa”. Naturalmente “è subito emergenza”. Il problema, al solito, è che non si capisce bene da dove provengono.
Gli sbarcati, si sa, non hanno né origine né storia. E’ risaputo che il resto del mondo è povero o in guerra e questo ci basta. Al massimo si parla delle origini di questi flussi solo per trovare un modo per fermarli. Il modo trovato di questi tempi è quello di fare degli accordi con i paesi di origine (o sarebbe meglio dire di transito) dei barconi. Uno di quelli più famosi è l’accordo bilaterale con la Libia.
Ci sono notizie sulla sua stipula e sulla sua discussione. Altre sui lamenti del loro mancato rispetto.
Nessuno su come questo regime, fino a pochi anni fa “canaglia”, riesca o dovrebbe riuscire a fermare i migranti.
Come fa?
Certe volte alcuni tic dell’informazione, certi sotterranei pregiudizi, passano per i dettagli. Una frase innocente, che passa inavvertita. Quasi in modo invisibile, addirittura “subliminale” (termine che un buon studioso di comunicazione non dovrebbe mai usare).