Cattive Notizie

11 Agosto 2009

Etnia Rom

Archiviato in: Visioni — Marco Binotto @ 11:06 pm
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Non si è più certi di nulla.

Deve essere molto difficile il lavoro del cronista. Oltre ai soliti seguaci del politicamente corretto ci si mette la complessità del mondo con le sue mille definizioni, popolazioni, termini ameni, tutti da controllare per non cadere in errore.

Soprattutto durante la settimana di ferragosto. Poche le notizie e molto il caldo. Tra queste poche ci sono anche notizie in cui la provenienza dei protagonisti non è chiara come al solito. Allora ne esce fuori questo capolavoro lessicale in miniatura…

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31 Marzo 2009

Chiodi pericolosi

dnews-dettaglioDagli errori si impara.

Almeno così dovrebbe essere. E che sullo “stupro della Caffarella“, l’informazione italiana abbia preso una cantonata è ormai sancito dalla puntata a Porta a Porta dedicata di Vespa al “risarcimento”. Eppure quest’ultimo infortunio non pare aver sortito nessun cambiamento in alcune cattive abitudini. Anzi pare che queste si perpetuino indisturbate. Non sto parlando di altri casi o situazioni, ma di quella stessa vicenda, per gli stessi due accusati e incarcerati da innocenti.

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16 Marzo 2009

Cattive notizie da Israele

Per fortuna il momento particolarmente alto del conflitto arabo-israeliano è alle nostre spalle.

Terminata l’offensiva di Gaza possiamo forse trattare un intervento collegato a questo argomento troppo complesso e delicato per gli obiettivi di questo blog. In quei giorni è circolato in rete un articolo, pubblicato sulla testata Senzasoste.it e rilanciato da molti siti, che descriveva il lavoro di ricerca del equipe di ricerca britannica Glasgow Media Group, Bad News From Israel. L’ennesimo ottimo lavoro di indagine di un gruppo che da molto tempo si occupa di informazione.

Questo un estratto dell’articolo che confronta quel lavoro con l’ambito italiano:

un  lavoro così sistematico, sofisticato nell’impianto categoriale che usa è ancora impensabile in Italia. Per diversi motivi: perché gli specialisti di comunicazione politica sono quasi tutti arruolati del mainstream, per lo stato di minorità teorica in materia di media di buona parte dell’informazione alternativa, perché in materia di equilibrio dell’informazione in tv in Italia il dibattito è drogato dalla questione del conflitto di interessi di Berlusconi e dall’illusione che una volta risolto questo conflitto le notizie possano tornare libere. Inoltre lavori come quello diretto da Philo e Berry in Italia rischiano di non trovare né editoria universitaria, strangolata dalle necessità di bilancio, né tantomeno editoria maggiore che deve sempre fare i conti, anche in quel campo, con la presenza di Berlusconi.  Allo stesso tempo le autorità di controllo, nazionali e regionali, che commissionano lavori di monitoraggio della comunicazione lo fanno principalmente su criteri mainstream e non certo critici come quelli di Philo e Berry. E’ il classico circolo vizioso: in Italia l’intreccio tra media e politica produce la notizia generalista, le autorità di controllo, costituite dallo stesso intreccio, la monitorizzano secondo gli stessi criteri cognitivi che hanno prodotto questa notizia.

Credo di essere allo stesso tempo molto d’accordo e in completo disaccordo.

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14 Marzo 2009

Violenza a singhiozzo

Archiviato in: Notizie — Marco Binotto @ 10:23 am
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Per fortuna non siamo soli.

Ci sono molte persone che segnalano casi di diverso trattamento delle informazioni per persone nate in Italia o all’estero.

Mi appunto queste due segnalazioni. La prima viene dal blog Stampa rassegnata, la seconda dalle note del facebook del parlamentare Jean-Léonard Touadi. Il primo segnala delle violenze italiane poco celebri, il secondo la storia di un “guidatore ubriaco” non rumeno.

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4 Marzo 2009

Deja vù: violenze sessuali e lieto fine

Archiviato in: Casi di studio — Marco Binotto @ 8:59 am
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uffa_copiaE già. Governare (e informare) persone anziane non è facile.

Alcune possono ricordare, non solo perché troppo avanti con gli anni, ma anche perché “professionalmente” annotano e tramandano.

Io ricordo. Ancora vagamente ma ricordo.

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30 Dicembre 2008

Addio al clandestino

Archiviato in: Notizie — Marco Binotto @ 11:16 am
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si_puo_fare_amigo2Si può fare.

Si può scegliere quale parole usare. Si può evitare di usare alcuni termini per informare sui fenomeni migratori e sulla presenza straniera.

Il tutto nasce dall’appello di “Giornalisti contro il razzismo”. Hanno risposto le agenzie di stampa DiRE e “Redattore sociale” eliminando dai resoconti i termini Clandestino e Extracomunitario (se non  necessario).

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28 Dicembre 2008

Il fumo con l’arrosto

Archiviato in: Analisi — Marco Binotto @ 12:22 pm
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24371mvthe-thing-postersFinalmente ho avuto un momento per iniziare a leggere l’interessante dibattito che si sta articolando sulle pagine della rivista Problemi dell’informazione.

Il tema è interessante per questo luogo: “pensare il giornalismo“.

Tanto per complicarmi la vita ho iniziato dall’ultimo intervento, quello di una persona che conosco e che ha collaborato alla ricerca pubblicata in FuoriLuogo.

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24 Novembre 2008

Paure tele-comandate

Archiviato in: Analisi, Cronacopoli, Immigrazione e asilo, Notizie — andreacerase @ 5:58 pm
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Prima o poi i nodi vengono al pettine. Il VI Rapporto internazionale su “Immigrazione e Cittadinanza in Europa”, una ricerca comparativa curata da Demos & Pi e dal LaPolis-Univ. di Urbino per Intesa Sanpaolo, e diretta da Ilvo Diamanti, scopre che in Italia la paura non c’è più. E precisamente, non c’è più da Maggio 2007. E’ bastato infatti un cambio di governo, o forse la fine di una campagna elettorale tutta giocata sull’insicurezza, sulla paura della criminalità e sull’altro come minaccia, per ridare subito fiato ad un paese nella morsa dell’angoscia. La ricerca fa emergere molti aspetti veramente critici: siamo il paese che in Europa fa registrare i consensi più alti per affermazioni che individuano negli immigrati un rischio per la cultura, l’identità e l’ordine pubblico. Specularmente, l’Italia fa segnare il consenso più basso sulle affermazioni in cui gli immigrati sono presentati come risorsa per l’economia o per l’apertura culturale. Ma il trend più significativo è forse questo: se si guarda l’evoluzione nel tempo del sentimento di paura nei confronti degli immigrati, il punto di minimo è l’ottobre del 2003, il punto di massimo è invece il periodo ottobre – novembre 2007. Guarda caso, precedendo “quanto basta” l’apertura ufficiale della campagna elettorale, quando la crisi politica era già annunciata. E guarda caso, a maggio 2007 la crescita della paura si ferma, facendo registrare una secca inversione di tendenza. Forse ha ragione Diamanti: “se prima eravamo terrorizzati, oggi siamo solo impauriti”.

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17 Luglio 2008

Aiuto! Sono tornate anche le razze

Archiviato in: Visioni — Marco Binotto @ 11:21 pm
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Continua l’evergreen mediatico. Alcune parole sono tornate nei telegiornali nazionali. Qualche tempo fa un post segnalava il ritorno del termine nostrano “vu cumpra‘” per designare gli ambulanti stranieri.

Ora pare tornare un termine proveniente da un luogo ancora più indietro nel tempo, ma molto più impegnativo. Per ora è limitato ad una notizia dall’estero, ma ci sono buone speranze…

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29 Giugno 2008

C’è bambino e bambino 2

Archiviato in: Immigrazione e asilo, Visioni — Marco Binotto @ 10:45 pm
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Qualche settimana fa pubblicai un post in cui riprendevo un articolo on line che trattava di immagini di minori. Si raccontava la strana applicazione, a singhiozzo, della  Carta di Treviso.

Quella che fa in modo che non ci siano volti di minori ripresi nelle immagini dei tg, anche quando si parla di regali di natale…

Quel articolo puntava l’attenzione su una foto circolata molto in quei giorni in cui si vedeva il bel volto di una bambina apparentemente Rom.

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