Dal 23 al 28 novembre 2009, a Roma, si terrà una settimana di incontri con studiosi, artisti, migranti e profondi conoscitori della realtà romana. L’iniziativa è intitolata “Interculturali. Dentro/fuori: centri e periferie a Roma”.
Mercoledì 25 novembre, alle ore 15, Marco Binotto presenterà alcuni risultati della ricerca.
Il dibattito di questa settimana, tutto concentrato sugli arrivi, sugli sbarchi e quindi su diritto nautico e internazionale, rafforza in me un’impressione di cui ho già parlato. La sensazione di un già visto. Di un eterno ritorno.
Lo so, il mondo dell’informazione è quello della sorpresa istituzionalizzata, quindi non dovrei lamentarmi di ciò. Il problema è che anche il mondo politico su questo tema appare bloccato nello stesso refrain mediale. Il discorso pubblico è rimasto ancorato ad un momento preciso della nostra contemporaneità migratoria: l’inizio degli anni Novanta.
Ogni prima volta non si scorda mai. Quello che a volte dimentichiamo, o meglio non abbiamo tempo di fare, è rendere conto delle cose che riusciamo a fare.
E’ stata la prima occasione di confronto pubblico dei risultati della nostra ricerca e delle riflessioni scaturite dal nostro progetto. Paolo Mancini ha invece presentato i dati dell’osservatorio sull’informazione televisiva su cui primo o poi bisognerà tornare. Per ora vi segnalo la registrazione audio dell’intervento di Mario Morcellini (anticipato dall’introduzione del moderatore Menduni).
Alle prese con dati, matrici statistiche, griglie di turni e rilevatori, elenchi di articoli da rivedere e variabili da correggere non si ha sempre tempo per ragionare ed incontrarsi.
Con l’approssimarsi della completa copertura delle giornate del campione siamo riusciti ad organizzare un incontro “plenario” per discutere di una elaborazione dei dati inseriti fino a questo momento. Era presente tutto il gruppo di ricerca, un discreto numero di rilevatori e rilevatrici , Mario Morcellini – il direttore scientifico della ricerca – ed alcuni e alcune docenti della Facoltà di scienze della comunicazione che si sono occupati o si stanno occupando, anche con altri approcci disciplinari (criminologia, psicologia sociale, politologia, …), di questi temi.
Ci sono tanti termini che usiamo quotidianamente come insulto, come aggettivo o per descrivere una situazione specifica. Molti di questi vengono da persone, popoli o fatti creati prima che nascessimo. Ci si può lamentare del “vandalismo” senza pensare alla sua ascendenza storica ormai millenaria.
E’ possibile pensare a quel “quarantotto” che abbiamo creato senza connotarlo come atto politico ottocentesco. Si può etichettare un individuo come “pigmeo” senza conoscere un popolo africano che ha lo stesso nome. Secoli, decenni o anni possono separarci dalla memoria del fatto da cui l’etichetta trae origine. Così ce ne dimentichiamo.
Quando ero bambino (e ragazzo) c’era un altro modo di dire. A Roma si usava dire “non fare il Girolimoni!”. Cosa significava?
Abbiamo sottoposto il corpus complessivo della titolazione all’analisi attraverso gli strumenti di Tag Cloud (parole chiave) messi a disposizione da IMB. Il principio che governa l’algoritmo è che ciascuna parola abbia uno spazio proporzionale alla sua frequenza. E il risultato è questo:
Tag cloud ottenuta dal corpus complessivo delle titolazioni
Ancor più espressiva l’immagine che si ottiene considerando solo i titoli in prima pagina:
Tag Cloud ottenuta dal solo corpus dei titoli in prima pagina
E’ evidente come “emergenza sicurezza” sia qualcosa di più che una semplice espressione tra le tante possibili, ma è un espressivo indicatore del “frame” narrativo utilizzato dai giornali italiani che prova, con tutte le cautele del caso, che la stampa italiana abbia fatto propria una issue politica sin dall’inizio della lunghissima campagna elettorale per le politiche 2006. Per quanto il metodo della Tag cloud possa fornire un’elaborazione “rozza” e certamente perfettibile, non vi sono dubbi sul significato analitico dei dati el’efficacia di questo tipo di rappresentazione.
Ieri abbiamo pubblicato la seconda chiamata di ricerca per il progetto di ricerca. La chiamata riguarda studenti e studentesse della Facoltà di Scienze della comunicazione e include entrambe le indagini che stiamo conducendo.
Le persone che risponderanno, dopo un adeguato periodo di formazione, avranno il compito di leggere e schedare gli articoli selezionati all’interno del campione di ricerca. Alcune di loro potranno acnhe realizzare una tesi di laurea sull’argomento.
Per conoscere meglio le qualità di una persona bisogna tentare di confrontarle con quelle del resto del genere umano o almeno con quelle della popolazione del suo paese o del suo tempo.
Lo stesso discorso può valere per le notizie: per conoscere meglio quelle pubblicate su un argomento è bene metterle a confronto con tutte le altre. (continua…)