La Banca d’Italia è stata per anni una delle istituzioni più autorevoli e rispettate.
Da qualche tempo la sua autorevolezza è stata scossa, ma, pubblicando ricerche e studi su vari temi, compresa l’immigrazione, temo diventerà ancora più discussa e discutibile.
E’ di oggi la notizia, lanciata da molte agenzie (Agi, ADN, …), su uno studio che sfaterebbe uno dei più comuni luoghi comuni sul tema:
“L’aumento di stranieri in Italia non ha causato minori opportunità occupazionali per gli italiani” a causa della “complementarietà tra gli stranieri e gli italiani più istruiti e le donne”.
Naturalmente, anche se in clima agostano, è partita la polemica politica a colpi di comunicati (es. Borghezio vs Belisario). Curioso il fatto che ad una prima ricerca non sono riuscito a trovare sul sito di Bankitalia il testo dello studio.
In compenso ho trovato questo working paper di qualche tempo fa dal titolo interessante: “Immigrazione e crimine: un’analisi empirica (Immigration and crime: an empirical analysis)”.
Tutte letture poco estive, me ne rendo conto.