Cattive Notizie

3 Maggio 2008

Numeri sull’immigrazione

Archiviato in: Casi di studio, Immigrazione e asilo — Marco Binotto @ 6:31 pm
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Il 29 aprile 2008 Giuliano Amato ha presentato il rapporto sull’immigrazione del Ministero dell’Interno insieme ad una ricerca sulla percezione del fenomeno. Un’ottima occasione per osservare il modo in cui i media nazionali rappresentano questo tema.

E’ evidente come molte testate hanno preferito interpretare in modo anche molto differente la mole di dati presentati.

L’origine della notizie è nel comunicato diffuso dall’ufficio stampa del Viminale. Ecco il freddo titolo e incipit:

Il ministro Amato ha presentato alla stampa il primo rapporto del ministero dell’Interno sull’immigrazione in Italia

Resi noti anche i risultati della seconda ricerca dell’Osservatorio sociale sulle immigrazioni realizzata dalla Makno & consulting Il ministro dell’Interno Giuliano Amato e il sottosegretario Marcella Lucidi hanno presentato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa al Viminale, il primo rapporto del ministero dell’Interno sull’immigrazione in Italia, curato da Marzio Barbagli, e i risultati della seconda ricerca dell’Osservatorio sociale sulle immigrazioni realizzata dalla Makno & consulting di Mario Abis.

Il comunicato, sul sito del Ministero era completato dal rapporto e dalla sintesi per la stampa. Inoltre, si può completare la ricognizione sui “fatti” vedendone la presentazione durante la conferenza stampa. A questo punto abbiamo un quadro ampio del “fatto-notizia”, aggiungendo la precisazione del l’(ex) Ministro riportata durante la presentazione della prima indagine d’opinione e riportata dal comunicato:

Nell’occasione, il ministro Amato aveva sottolineato «la complessità del problema» immigrazione, in cui si rischia di perdersi o di uscirne attraverso nocive semplificazioni. Le tendenze demografiche in atto – aveva spiegato Amato – sembrano portare verso un Paese sempre più vecchio e in declino, e noi dobbiamo «attrezzarci ad affrontare l’immigrazione, tenendo conto delle sfaccettature», ci vuole pragmatismo.

E’ interessante quindi osservare da quale punto di vista i news media hanno evitato possibili semplificazioni. Vedendo le scalette dei telegiornali spicca innanzi tutto come, complice l’inizio della legislatura, il tema ricade molto indietro “nell’impaginazione”. Solo il tg de La/ dedica spazio maggiore sottoponendo la questione al televoto.

Netto il Tg4:

Immigrazione. Il problema dell’immigrazione clandestina. I dati del Ministero dell’ Interno non sono certo confortanti. Sono 2 milioni …

Neutro il TG3 e il TG1. Il primo annuncia un “Censimento”, il secondo si dedica al sondaggio:

Aumenta la diffidenza degli italiani verso gli immigrati. Il Rapporto del Viminale calcola il 2, 4 milioni gli immigrati ..”

Sebbene la notizia non sia veramente tale e ridimensioni le stime della Caritas, anche la scelta del tg5 è chiara: “Aumentano gli stranieri in Italia.” Il servizio poi si concentra sui reati compiuti dagli stranieri.

E siamo solo all’inizio. Un simile lavoro si può fare con la stampa. L’immenso archivio disponibile sul web mette finalmente a disposizione tutto il materiale, peccato non rimanga troppo tempo per fare l’analisi.

1 Commento »

  1. sicuramente l’immigrazione è spesso un termine
    usato per creare e stimolare senzazioni di paura,
    rabbia, in una sorta di nuova religione del diverso. In un espoca in cui si tende troppo facilmente a mettere vicini i termini violenza =straniero è credibile come i mezzi di comunicazione di massa mettano l’accento sulla qustione sicurezza. Il fenomeno immigrazione, se ancora lo volgimo così definire, porta con se milioni di sfaccettature, storiche, politiche, culturali, ma ultimanente è riconducibili solo a termini come crimini e quant’altro. Chi sa fare 2+2 riesce a capire che i media trasmettono ciò che fa notizia. Non fa notizia che il nostro tessuto economico e demografico sarebbe preoccupante senza immigrati. Non fa notizia che il nostro sistema di welfare (inestente) dipende quasi interamente da donne immigrate. ma un omicidio e uno stupro si, dimenticandoci che il bello ed il brutto c’è in ogni dove. E continuiamo a votare politici che possiedono reti televisive e quindi (presumibilmete, ma sempre e solo per chi sa fare 2+2) detengono il potere comunicativo. cioè tutto ( quais) ciò che ci è dato sapere. ma poi non lamentiamoci! p.s il lettore perdoni la grammatica ma non riesco a rileggere il post…

    Commento di Gilda — 22 Settembre 2008 @ 11:44 am | Replica


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